Home I lettori ci scrivono Disabilità e inclusione: bisogna riformare il sistema

Disabilità e inclusione: bisogna riformare il sistema

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Sala gremita all’I.C. Colozza – Bonfiglio di Palermo, dove il Dirigente Scolastico Valeria Catalano e Salvo Altadonna per il comitato ASI (area sostegno e Inclusione), hanno ospitato ieri il Sottosegretario Faraone per proseguire un confronto iniziato subito dopo l’approvazione della legge 107 e che oggi è proseguito sui temi della riforma del sostegno.

Ad aprire i lavori il Dirigente Scolastico che ha dichiarato: la nostra convinzione è che il sistema debba avere sempre e comunque come punto centrale l’alunno e le sue necessità didattiche e formative. Un territorio complesso come quello in cui opera la nostra scuola – prosegue la Dirigente – necessità di un livello di attenzione sempre alta e mirata a precisi obiettivi di inclusività. Concetto quest’ultimo che oggi va ben oltre la sola disabilità investendo una casistica di situazioni molto più ampia. La scuola deve oggi possedere gli strumenti per promuovere l’inclusione multietnica, quella dello svantaggio socio-economico, quella dei DSA, quella dei BES e certamente quella degli alunni disabili. Per valorizzare il percorso fin ora svolto dai docenti di questo istituto – conclude il Dirigente – e potenziare al massimo le possibilità di riuscita di tutti i nostri alunni abbiamo l’obiettivo di voler diventare, nel nostro territorio, scuola polo per l’autismo ma per farlo necessità un appoggio deciso del MIUR.

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L’incontro è proseguito con l’intervento di Salvo Altadonna che ha presentato i punti cardine del documento elaborato dal comitato ASI. Condividiamo – ha detto il maestro – i punti chiave della nuova riforma sul sostegno soprattutto dove si riprogetta la formazione iniziale del docente prevedendo un percorso accademico che tenga conto ad esempio di quei linguaggi come la LIS ed il Braille finora assenti dai piani di studio degli insegnanti specializzati.

Vogliamo puntualizzare però – prosegue Altadonna – che lavorare per il progetto di vita dell’alunno disabile passa anche dal riformare in modo radicale alcune prassi ormai incancrenite del sistema, mi riferisco – prosegue il maestro – ad esempio al concetto di posto in deroga che nel corso degli anni si è trasformato da temporalmente limitato, così come concettualmente è una deroga, ha ufficiosamente strutturato visto che pur non rientrando in nessuna tipologia di organico è grazie al ricorso delle deroghe che si riesce a far fronte alle esigenze delle scuole. Basta pensare che nella sola provincia di Palermo le deroghe corrispondono ormai a circa l’85% dei posti in organico di diritto ( o.d 2.273 deroghe 1.927).

A conclusione della relazione di Altadonna, che ha rivolto al sottosegretario altri quesiti riguardanti i titoli di specializzazione di sostegno acquisiti in altri paesi comunitari e non e i PAS per i docenti che pur in assenza del prescritto titolo insegnano su posti di sostegno, si sono susseguiti alcuni interventi da parte dei docenti presenti all’incontro tra cui quello di Fabiola Leonte che nel riconoscere al Governo il merito di avere, con la legge 107, immesso in ruolo migliaia di docenti stabilmente precari da decine di anni, ha chiesto un impegno al sottosegretario affinché la disponibilità di posti che oggi si trova nel limbo delle deroghe possa essere trasformata in organico dell’autonomia rispondendo alle necessità organica delle scuole, alle esigenze di trasferimento dei docenti e soprattutto alla continuità degli alunni.

Terminati gli interventi a prendere la parola è Faraone che prima di entrare nel merito dei quesiti posti dichiara: In Italia si è sempre proceduto con un metodo progettazione e realizzazione delle riforme che prevedeva tempi lunghissimi per via della volontà di tenere dentro le esigenze di tutti. La paura di essere contestati ha ingessato i Governi precedenti fino al punto di non fare vere riforme. Il metodo che questo Governo si è dato nel progettare e realizzare le sue riforme è quello di agire nella consapevolezza che una legge perfetta per tutti non esiste e che rivedere in itinere alcune sbavature è possibile. Il dialogo che faticosamente si è creato tra il MIUR e i docenti ha portato il Governo a licenziare diversi provvedimenti che andassero proprio in questa direzione. Abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo per la scuola no, ma siamo giorno per giorno impegnati a farlo. Ciò che vi esorto a fare – prosegue Faraone – è mettervi dalla parte di chi ha responsabilità di governo e deve, al di là delle legittime esigenze individuali, pensare ad un collettivo come quello della scuola che per la sua complessità necessita di un impegno costante e cosciente. Ciò detto voglio entrare nel merito dei temi. Al Dirigente di questo Istituto dico che ho avuto modo di verificare la grande professionalità ed empatica con il vostro territorio che vi ha fatto raggiungere dei risultati apprezzabili e non mancherà da parte nostra la volontà di proseguire insieme a voi e a tutte quelle scuole che giornalmente operano con dedizione nei confronti dei propri alunni.

Alle domande poste dai docenti presenti voglio rispondere con chiarezza. Vogliamo assolutamente proseguire nella direzione progettuale che ci siamo dati senza per questo tralasciare alcune specifiche questioni che si sono poste a seguito dei decreti attuativi della legge 107.

Sulle deroghe stiamo pensando di presentare un provvedimento ad oc che né riduca il numero in favore della creazione di posti organicamente stabili. Ciò servirà, per rispondere ad un altro quesito da voi posto, a consentire il trasferimento presso le proprie province di quei docenti che ad oggi usufruiscono delle assegnazioni provvisorie. Sugli aspetti tecnici legati ai numeri, al vincolo triennale ed a questioni correlate i nostri tecnici sono a lavoro da tempo.

Intanto proseguiremo con un nuovo piano assunzionale che faccia un ulteriore passo verso la stabilizzazione dei docenti inseriti nelle GAE. Altro quesito che mi avete posto riguarda l’eventuale possibilità per i docenti che pur senza titolo sono in atto utilizzati sui sostegno di acquisire la specializzazione. Finchè la nuova riforma non sarà a regime pensiamo di utilizzare queste risorse, ove la richiesta di posti attualmente in deroga superi la presenza di specializzati. Anche in questo è necessario uno studio di fattibilità da parte dei nostri tecnici. In modo deciso rispondo a chi chiedeva notizie sulla validità di titoli di specializzazione su sostegno acquisiti ad esempio in Romania.
Nessun morsicchio, sarebbe incoerente e schizofrenico pensare ad un nuovo e più efficace percorso ministeriale e parallelamente permettere scorciatoie e pagamento.
Chi decide di fare l’insegnante di sostegno dovrà farlo per scelta e non per ripiego.

Così il sottosegretario ha concluso il suo intervento ringraziando il Dirigente Scolastico ed il Comitato ASI per la possibilità di proseguire sulla strada di un dialogo costruttivo e diretto con chi la scuola la vive giorno per giorno con le difficoltà e le grandi soddisfazioni che ne derivano.