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Disagio a scuola, un utile vademecum a cura del Garante dei Minori e delle Fragilità in collaborazione con l’USR Lombardia

Lara La Gatta

L’8 settembre 2025 è stato presentato il Vademecum per affrontare e gestire i segnali di difficoltà, disagio e pregiudizio nel mondo della scuola, realizzato dal Garante dei Minori e delle Fragilità della Regione Lombardia in collaborazione con l’Ufficio Scolastico per la Lombardia.

Il documento nasce per supportare insegnanti e operatori scolastici nel loro ruolo educativo, fornendo linee guida semplici ma efficaci per riconoscere i diversi livelli di bisogno dei ragazzi, attivare i sostegni adeguati, ridurre pregiudizi ed evitare segnalazioni improprie.

Il Vademecum è dunque una guida utile per la Scuola, riconosciuta come spazio protetto dove gli insegnanti sono spesso i primi a individuare segnali di difficoltà, disagio o pregiudizio negli studenti. L’obiettivo è fornire agli operatori scolastici istruzioni rapide e competenti per creare una rete regionale di protezione e prevenzione, garantendo tutela ai minori, supporto alle famiglie e aiuto agli insegnanti. È fondamentale l’azione coordinata tra scuola, servizi e famiglie, riconoscendo i diversi livelli di bisogno.

Riconoscere i segnali

Gli insegnanti sono figure chiave per rilevare vulnerabilità, poiché trascorrono molto tempo con i bambini e spesso stabiliscono relazioni di fiducia. Il 16,1% delle segnalazioni di maltrattamento proviene dalla scuola. I segnali possono rientrare in sette aree:

  1. Presentazione fisica: malnutrizione, igiene inadeguata, segni di maltrattamento.
  2. Sfera comportamentale: aggressività, isolamento, rifiuto della scuola, autolesionismo.
  3. Sfera emotiva, comunicativa, cognitiva e psicologica: bassa autostima, ansia, labilità emotiva, difficoltà cognitive o linguistiche.
  4. Sfera relazionale e sociale: relazioni conflittuali o isolamento sociale.
  5. Sfera scolastica: assenze ripetute, difficoltà di apprendimento, scarso rendimento.
  6. Sfera culturale: assenza di stimoli culturali, dipendenza tecnologica.
  7. Sfera domestica e comportamento degli adulti prossimali: mancata supervisione, disinteresse dei genitori per la salute del figlio. La presenza continuativa e trasversale di più segnali indica una criticità, ma la rilevazione non ha funzione diagnostica, bensì orienta all’attivazione dei sistemi di tutela.

Cosa fare nel sistema scolastico

  • Situazioni di Difficoltà: Gli adulti e/o i servizi sono consapevoli e attivi. La scuola dialoga con la famiglia, verifica i supporti attivati o illustra le risorse disponibili sul territorio. È la famiglia, coadiuvata dalla scuola, a gestire, supportare e monitorare.
  • Situazioni di Disagio: Le fragilità dei genitori si sommano alle vulnerabilità degli alunni, con poca consapevolezza o capacità di affrontare il problema. La scuola deve coinvolgere i genitori, promuovere il dialogo e, se necessario, organizzare incontri con i Servizi sociali nella scuola. È la scuola, coadiuvata dai Servizi sociali, a supportare e monitorare.
  • Situazioni di Pregiudizio Sospetto o Conclamato: Se il disagio persiste o i genitori non collaborano, il Dirigente scolastico può richiedere una consulenza ai Servizi sociali anche senza consenso dei genitori. Se la situazione è pregiudizievole, la scuola ha il dovere di segnalare. La segnalazione è un’azione di tutela per il minore e la famiglia.
  • Situazioni di Pregiudizio con Elementi di Reato Perseguibile d’Ufficio: Se l’istituzione scolastica viene a conoscenza di reati (es. violenze sessuali su minorenni, maltrattamenti, abbandono), deve denunciarli immediatamente alle forze dell’ordine o alle Procure competenti. Dirigenti scolastici e docenti sono pubblici ufficiali con obbligo di denuncia. La denuncia deve essere puntuale, descrivere i fatti senza ipotesi o accuse, e non informare i genitori o il potenziale reo per non compromettere le indagini. È l’Autorità Giudiziaria a gestire.

Lo psicologo scolastico

Dall’anno scolastico 2025-2026, è prevista la presenza di uno psicologo in ogni Istituto scolastico della Lombardia per promuovere il benessere psicologico di alunni, personale e famiglie. Si suggerisce di includere nei consensi informati l’autorizzazione a condividere informazioni rilevanti con dirigente, docenti, garante e servizi sociali.

Rapporto tra scuola e servizi sociali

Scuola e Comuni (tramite i Servizi sociali) devono collaborare strettamente per la protezione e la tutela dei diritti dei minori. Sono auspicati accordi e protocolli interistituzionali per una collaborazione efficace e la segnalazione delle situazioni di pregiudizio.

Rischi connessi all’uso del digitale

La scuola ha un ruolo nell’educare all’uso consapevole del digitale. È fondamentale monitorare il tempo di utilizzo e i comportamenti, specialmente se interferiscono con sonno, studio, attività fisica o relazioni sociali. Le principali aree di rischio sono:

  • Cambiamenti nelle dinamiche sociali: isolamento, FoMO (Fear of Missing Out), cyberbullismo.
  • Cambiamenti di umore: irritabilità, ansia da prestazione, sintomi depressivi.
  • Esposizione a contenuti inappropriati e rischi di adescamento: grooming, pornografia, contenuti violenti o disturbanti.
  • Immagine corporea e rischi per la salute fisica: insoddisfazione corporea, bassa autostima, disturbi del comportamento alimentare (DCA). Gli adulti (genitori e insegnanti) devono informarsi, dialogare e stabilire limiti chiari, educando con l’esempio.

Fac-simile di documenti

Il Vademecum include modelli per le comunicazioni ufficiali, come la richiesta di confronto con i Servizi, la segnalazione formale ai Servizi o alla Procura, e la denuncia di reati.

SCARICA IL VADEMECUM

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