Per gli insegnanti di religione cattolica negli ultimi mesi è cambiato il vento: dopo due decenni di sostanziale fermo, le lotte sindacali hanno prodotto risultati confortanti. Le due procedure concorsuali, ordinarie e straordinarie, ancora in corso, produrranno infatti oltre 6mila immissioni in ruolo. E poi ci sono dei diritti conquistati anche sul fronte delle graduatorie. Andiamo per ordine.
Se il concorso ordinario necessita di tempi più lunghi, con oltre 2mila assunzioni previste non prima del settembre 2026, lo Snadir, primo sindacato di categoria, ha annunciato in questi giorni “più posti disponibili per le procedure straordinarie, adeguamenti informatici e tutela delle posizioni economiche dei neo-immessi in ruolo”.
“Il numero dei posti vacanti e disponibili rilevati per i docenti di religione – ha fatto sapere il sindacato guidato da Orazio Ruscica -, con riferimento all’anno scolastico 2025/2026, prospetta posti in più nelle assunzioni in ruolo delle procedure straordinarie, rispetto ai 4.500 autorizzati con i due bandi infanzia/primaria e secondaria di primo e secondo grado”.
I posti in più, oggi disponibili con riferimento all’organico dell’anno scolastico 2025/2026, dovranno essere assegnati tutti a compensazione alla data del 1° settembre 2026 alle procedure concorsuali ordinarie. I docenti di religione precari che si apprestano a partecipare alle prove dei concorsi ordinari beneficeranno dei posti derivanti dai pensionamenti che matureranno a settembre 2025 e a settembre 2026, nel momento in cui sarà pubblicata la relativa graduatoria di merito.
Entro il mese di agosto 2025, gli Ordinari diocesani confermeranno agli Uffici scolastici regionali la sussistenza del requisito dell’idoneità all’insegnamento per i candidati collocati in posizione utile per l’immissione in ruolo, individuati dal Direttore regionale dell’Ufficio scolastico competente, il quale provvederà alla sottoscrizione del contratto a tempo indeterminato secondo le modalità che saranno specificate.
“Il traguardo è davvero vicino – conclude il segretario nazionale dello Snadir, professore Orazio Ruscica – Siamo molto contenti del lavoro svolto e di avere ormai l’assoluta garanzia di una immissione in ruolo al 1° settembre 2025 di oltre i 4.500 posti stabiliti nei due bandi per le procedure straordinarie”.
“Gli Uffici scolastici regionali – afferma il vicesegretario nazionale Ernesto Soccavo – dovranno adesso apportare le necessarie integrazioni alla ripartizione delle cattedre per ambiti diocesani al fine di aumentare i posti per le assunzioni dalle procedure straordinarie”.
Tra gli obiettivi raggiunti dallo Snadir figura anche, la sentenza del Tar del Lazio n. 13519/25, che ha riconosciuto l’efficacia giuridica del servizio di religione cattolica per l’aggiornamento delle GeE (Graduatorie ad Esaurimento) delle scuole primarie e secondarie, nelle quali i docenti di religione avessero titolo per insegnare.
“I diversi decreti di aggiornamento delle GAE impugnati infatti – spiega ancora Ruscica – non prevedevano tale ipotesi sicché ad oggi il suddetto servizio era riconosciuto a tutti i docenti di altre discipline che concorrono in più graduatorie ma non agli insegnati di religione”.
La sentenza cancella questa disparità e risulta importante e fondamentale perché recepisce le novità della sentenza della Corte di Giustizia nella causa C-282/19, mutando il diverso orientamento sfavorevole della stessa giustizia amministrativa.
“È una sentenza di sistema – ha detto Ernesto Soccavo, vicesegretario nazionale dello Snadir – poiché, dopo avere ricostruito lo status dell’insegnante di religione cattolica, alla luce dei protocolli, di accordi, leggi e contratti collettivi, ne fa un nuovo e legittimo inquadramento anche giurisprudenziale, grazie all’incipit della menzionata sentenza della Corte europea la quale, si ricorda, ha statuito che anche gli insegnanti di religione cattolica rientrano tra i lavoratori i cui diritti sono protetti dall’Accordo quadro della Direttiva 1999/70/CE”.