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Aggiornato il 27.12.2025
alle 15:06

Docenti di sostegno, l’Europa bacchetta e l’Italia costretta a cambiare: specializzazioni aperte a tutti e stop posti in deroga fino 30 giugno, previsioni Anief

Daniela Rosano, segretaria generale Anief, illustra alla ‘Tecnica della Scuola’ gli effetti della recente sentenza del Consiglio d’Europa sulla pessima gestione del sostegno agli alunni con disabilità nelle scuole italiane, che porta all’assegnazione di oltre la metà dei docenti precari e in gran parte non specializzati.

L’intervista

Rosano, parliamo della sentenza del Consiglio d’Europa sul sostegno che vi ha dato pienamente ragione: in Italia vi sono diverse situazioni che penalizzano docenti e alunni con disabilità.
Sì, in Europa è stato accolto un reclamo del 2021 dell’Anief. Questo reclamo metteva in evidenza la situazione scandalosa in cui si trovano i docenti di sostegno che non possono abilitarsi perché non ci sono sufficienti posti per tutti e dunque non possono essere stabilizzati. Inoltre, abbiamo una normativa che ci penalizza ulteriormente perché i posti in deroga possono essere coperti soltanto da personale supplente. Dunque, adesso ci aspettiamo una raccomandazione da parte del Consiglio dei ministri dell’Europa perché intimi all’Italia di modificare la normativa nazionale per stabilizzare questo personale. Sono violati infatti almeno due articoli della Carta sociale dei diritti europei: uno riguarda gli alunni con disabilità, ai quali viene negata l’inclusività, perché non hanno docenti specializzati e non sono sicuri di averli poiché i docenti comunque sono mancanti; un secondo articolo riguarda anche i docenti, perché non sono sicuri di potere avere una carriera all’interno della scuola Perché appunto, molto probabilmente non potranno aspirare alla stabilizzazione.

Effettivamente, è un obiettivo importante quello raggiunto attraverso il Consiglio d’Europa.: cosa potrà accadere nei prossimi anni?
Ci aspettiamo, intanto, che vengano riconfermati dei corsi di sostegno e di specializzazione aperti a tutti, che siano basati non sui numeri delle università, ma sulle effettive esigenze del territorio e delle scuole. E poi ci aspettiamo un cambio della normativa, perché appunto i posti in deroga devono essere trasformati, perché soltanto così è possibile la stabilizzazione. Ricordiamo che questi docenti sono più della metà di tutti i precari, oltre 100.000 precari, solo su sostegno.

Vi siete esposti in modo critico contro il Ministero per la conferma del docente di sostegno precario attraverso l’indicazione delle famiglie: questo modello sembra che verrà attuato anche nel 2026/27.
Ecco, questa è proprio una delle normative adottate in Italia che deve essere superata, perché la conferma dell’insegnante di sostegno non di ruolo da parte delle famiglie degli alunni con disabilità purtroppo svilisce la professionalità dei docenti, visto che possono essere riconfermati anche docenti che non sono specializzati. Dunque, tutto questo pregiudica sicuramente il merito.

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