La metà degli insegnanti di sostegno è precaria, due su tre senza specializzazione. Accolto il reclamo Anief dal Comitato europeo dei diritti sociali”. Ne dà notizia lo stesso sindacato.
Dal Comitato europeo dei diritti sociali arriva l’attesa svolta che oltre 100mila docenti di sostegno precari aspettavano da anni: il CESD ha infatti accolto il reclamo Anief, presentato nel 2021, confermando quindi quanto sostenuto da tempo dal sindacato, ovvero che l’Italia viola la Carta sociale dell’Unione europea sul diritto allo studio degli alunni con disabilità coprendo le cattedre vacanti per l’ordinario funzionamento, in modo reiterato, con contratti a tempo determinato.
Per queste ragioni, il Comitato conclude:
− All’unanimità che vi è una violazione dell’articolo 1§2 della Carta sul presupposto che una elevata percentuale di insegnanti di sostegno per alunni con disabilità sia impiegata in condizioni di precarietà;
− All’unanimità che vi è una violazione dell’articolo 1§2 della Carta sul presupposto che una elevata percentuale di insegnanti di sostegno per alunni con disabilità sia priva della necessaria specializzazione in materia di educazione inclusiva; − All’unanimità che vi è una violazione dell’articolo 15§1 della Carta sul presupposto che l’accesso degli alunni con disabilità all’istruzione inclusiva sia ostacolato dall’insicurezza occupazionale persistente di una parte significativa dei docenti di sostegno e dalla mancanza di specializzazione in educazione inclusiva per un insegnante di sostegno su tre
Il presidente nazionale Marcello Pacifico ha dichiarato: “L’Italia viola due articoli della Carta sociale europea. “Bene i corsi INDIRE per specializzare più insegnanti ma non basta la conferma dei supplenti da parte delle famiglie. Bisogna assumere in ruolo i 100 mila docenti su posti in deroga. Per 4 anni Anief ha replicato alle relazioni del Governo Italiano, ora il Parlamento deve intervenire”.
“Il Parlamento ora autorizzi tutte le immissioni in ruolo sui posti in deroga assegnati da diversi anni alle scuole e non si fermi, per ottenere la continuità didattica, alla conferma delle cattedre da parte delle famiglie. Nell’ultimo anno, infatti, sono stati autorizzati poco meno di 2 mila posti in più in organico di diritto, la metà dei posti effettivamente utilizzati per garantire il diritto allo studio mentre, per la prima volta, 50 mila supplenti sono stati confermati dalle famiglie. È un risultato che ci inorgoglisce perché rappresenta una risposta fondamentale per vincere, dopo anni di ricorsi e denunce anche all’Unione europea, la nostra battaglia contro l’abuso dei contratti a termine sui posti in deroga, per aumentare il numero di docenti specializzati rispetto all’errato numero programmato degli Atenei, per assegnare tutte le ore di sostegno riconosciute dal PEI”.
Oltre 100mila le cattedre senza titolare, quindi a tutti gli effetti vacanti, ma destinate ogni anno dall’amministrazione a supplenza fino al 30 giugno: si tratta, peraltro, di numeri in crescita continua, poiché i dati di alunni con disabilità certificata risultano in aumento continuo, di oltre 20mila l’anno, tanto da passare tra il 2021 e il 2024 da circa 316mila a 359mila, con un incremento di oltre 20mila iscritti in più l’anno.
Anche per quanto riguarda il personale docente, gli ultimi dati nazionali ufficiali disponibili sui contratti a tempo determinato ci dicono che tra il 2021 e il 2024 c’è stato un incremento di quasi 15mila posti annuali, quasi tutti riguardanti proprio le cattedre in deroga con scadenza 30 giugno. Si è passati, infatti, dalle 95.755 supplenze in organico di fatto dell’anno scolastico 2021/22 alle 111.341 supplenze analoghe dell’anno scolastico 2023/24. E l’anno successivo, pur non essendo stati mai diramati i numeri delle supplenze, abbiamo assistito ad un ulteriore aumento nell’ordine sempre di migliaia di ulteriori contatti a tempo determinato con termine 30 giugno.