La condizione dei docenti precari è tornata al centro del dibattito pubblico dopo un servizio della trasmissione Report, in onda su Rai3 nella puntata del 25 gennaio dedicata al tema del lavoro nella scuola. L’inchiesta ha acceso i riflettori sulla quotidianità di insegnanti e personale ATA costretti a lunghi spostamenti per raggiungere le sedi di servizio, spesso lontane dalla regione di residenza.
Il servizio televisivo racconta in particolare le esperienze di numerosi lavoratori della scuola provenienti dalla Campania e impiegati in istituti del Lazio, soprattutto nell’area di Roma. Le testimonianze raccolte descrivono giornate caratterizzate da partenze molto anticipate e rientri serali, con tempi di viaggio che incidono in modo significativo sull’organizzazione della vita personale e lavorativa.
Una docente intervistata riferisce di svegliarsi alle 3:20 del mattino per raggiungere la stazione in tempo per il treno delle 4:28. Altri lavoratori raccontano rientri a casa tra le 19 e le 22. Il servizio evidenzia anche l’impatto economico degli spostamenti: un docente dichiara una spesa mensile di 212 euro per l’abbonamento ferroviario, a cui si sommano i costi per metropolitana e parcheggi. Una docente precaria parla di una spesa complessiva che può arrivare a 500 euro al mese.
Secondo quanto riportato, ogni notte dalla Campania partono circa 6.000 persone dirette verso il Lazio per motivi di lavoro. L’inchiesta sottolinea inoltre come, per molti insegnanti, la condizione di precarietà non sia limitata a brevi periodi, ma si prolunghi per diversi anni.
In seguito alla diffusione delle anteprime della trasmissione, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha pubblicato un comunicato stampa per fornire alcune precisazioni sul sistema di reclutamento dei docenti.
Il Ministero ricorda che la riforma del reclutamento è stata introdotta nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con il decreto-legge n. 73 del 2021 e il decreto-legge n. 36 del 30 aprile 2022, e che si tratta di una riforma approvata dal precedente Governo e concordata con la Commissione europea. Secondo il MIM, le norme previste non sono modificabili successivamente all’approvazione, in quanto legate alle milestone europee e al pagamento delle rate del PNRR.
Il comunicato evidenzia inoltre che negli ultimi tre anni sono stati assunti oltre 156.000 tra docenti, dirigenti e personale amministrativo, con una conseguente riduzione del fenomeno del precariato. Viene indicata una copertura del 97,3% dei posti comuni dell’organico di diritto e del 95,2% per il sostegno.
Tra le misure richiamate dal Ministero figurano anche:
Il MIM conclude sottolineando l’importanza di attribuire correttamente le responsabilità decisionali e gestionali relative all’attuale sistema di reclutamento.