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Docenti Stem, l’importanza dell’investigazione e delle soft skills

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I Docenti di discipline scientifico-tecnologiche di tutta Italia si sono riuniti per due giornate di formazione alla Liuc di Castellanza grazie ad una iniziativa voluta da ANISN (Associazione Nazionale degli Insegnanti di Scienze Naturali) nell’ambito del progetto “School for Inquiry”.

ANISN è una Associazione che si fonda su un volontariato di docenti, scienziati e in generale cultori della materia che da trent’anni si pone l’obiettivo del rinnovamento per migliorare la professionalità docente e la qualità dell’istruzione scientifica in Italia.

L’associazione punta a rilanciare sempre più il ruolo di volano che i docenti nelle materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) rivestono per la formazione e la cultura scientifica degli studenti “futuri cittadini”, proponendo progetti, formazione e riviste specializzate di divulgazione della scienza.

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Uno di questi progetti, lo “School for Inquiry” è una iniziativa voluta per creare anche in Italia centri di formazione sull’Inquiry Based Science Education, un approccio pedagogico innovativo promosso dalla Commissione Europea e basato sull’investigazione, che stimola la formulazione di domande e azioni per risolvere problemi e capire fenomeni. La LIUC ha contribuito all’organizzazione dell’incontro presso la propria sede e ha offerto anche un contributo nei contenuti con un seminario sulle life skills.

Una convergenza tra la LIUC e ANISN su temi che riguardano la scuola, l’Università e le imprese, cosi come lo sviluppo congiunto di progetti di formazione e aggiornamento dei docenti delle scuole.

Spiega il prof. Michele Puglisi, direttore del CARED (Centro d’Ateneo per la Ricerca Educativo Didattica e l’Aggiornamento della LIUC): “Prosegue la collaborazione con l’ANISN, dopo aver ospitato l’ultima edizione della Finale delle Olimpiadi delle Scienze sempre nel segno dell’innovazione della didattica e del superamento della separazione tra la cultura scientifica e quella umanistica. In questo caso anche grazie al seminario curato dalla LIUC su un tema trasversale alle discipline”.

Un seminario, quello curato dalla prof.ssa Elena Tosca, docente del corso di Gestione delle Carriere della LIUC e Direttore del Master in Meccatronica & Management della LIUC Business School, dedicato infatti alle competenze più richieste agli studenti a completamento della formazione tecnico – scientifica: “le competenze cosiddette soft che ha spiegato “sono in realtà hard, perché fanno la differenza: in particolare parliamo della capacità di relazionarsi, gestire il conflitto, saper lavorare in team, essere flessibili e pronti ad adattarsi, saper innovare ed essere inclini al problem solving”.

Competenze che sono fortemente richieste sul mercato del lavoro e il cuore del metodo basato sull’inquiry applicato nei contesti didattici.