Mentre in questi giorni è al centro dell’attenzione la questione del dress code nelle scuole, pareri favorevoli e contrari, oggettivi e soggettivi, siamo andati a vedere che cosa succede in altri Paesi.
Cominciando dal tipico dress code, quello più antico e anche discusso, che sono le uniformi.
Quando parliamo di uniformi scolastiche, spesso ci viene in mente subito l’immagine degli scolari britannici, tuttavia, ma in molti altri altri Paesi in tutto il mondo è in uso, rappresentando spesso un simbolo, una tradizione, ma anche una visione culturale.
Tracciare un’origine certa dell’uniforme scolastica è difficile ma sembra che la prima scuola ad introdurla sia stata la Christ’s Hospital nel Regno Unito nel sedicesimo secolo, anche se già nel tredicesimo alcuni studenti erano tenuti a indossare una sorta di cappa comune a tutti. L’impronta era quella cristiana, cioè fornire, oltre all’istruzione, abbigliamento ai meno abbienti. In Italia si è diffusa relativamente tardi, durante il ventennio fascista, nell’ottica di consolidare l’unità nazionale.
In Francia fu Napoleone a imporre l’uso delle uniformi nelle scuole secondarie a partire dal 1802.
In un virtuale e non esaustivo giro del mondo tra le scuole si scopre che in quasi tutti i Paesi il dress code è solo e soltanto l’uniforme, con tutte le sue variabili, di colori, stili, costi, simbolismi e tradizione. Vediamo qualche esempio.
In tutti i paesi del Regno Unito, Irlanda, Scozia, Galles e, Inghilterra, quasi tutte le scuole private e statali richiedono ai propri alunni di indossare uno specifico abbigliamento, secondo indicazioni precise fornite dalle scuole, tanto che l’acquisto dell’uniforme è parte integrante della tradizione del “back to school” ad ogni età. In Francia, l’uso delle uniformi nelle scuole fu abbandonato nel 1968, ma nei territori d’oltremare (Martinica, Guadalupa, Guyana Francese e Nuova Caledonia) è la norma.
Per restare in Europa, le uniformi sono molto comuni, ma non obbligatorie, in Ungheria e Bulgaria, ma in Germania e Svizzera sono presenti solo in scuole private.
L’uniforme scolastica è parte integrante del sistema educativo indiano da decenni, svolgendo un ruolo significativo nel promuovere un senso di unità tra gli studenti. Le uniformi scolastiche aiutano a colmare il divario socioeconomico tra gli studenti, rimuovendo i segni visibili di ricchezza o status sociale, promuovendo quindi un ambiente più inclusivo.
In Cina quasi tutte le scuole secondarie e alcune scuole elementari richiedono agli studenti di indossare uniformi. Nella Cina continentale le uniformi sono solitamente composte da cinque set: 2 set formali e 3 set da tutti i giorni. Alcune scuole coinvolgono gli studenti nella progettazione delle loro uniformi.
In Giappone, le uniformi scolastiche non sono solo abiti, ma sono considerate simboli della giovinezza, in giapponese “seishun” e costituiscono una parte importante della cultura del Paese. La maggior parte degli studenti inizia a indossare uniformi fin dalle scuole medie.
Negli Stati Uniti sono le scuole cattoliche ad essere molto attente al fatto di indossare l’uniforme. Inoltre, senza parlare realmente di uniformi, nelle scuole pubbliche americane viene spesso applicato un codice di abbigliamento.
In diverse aree rurali del centro e sud Africa ci sono progetti umanitari che supportano le famiglie nell’acquisto delle uniformi, senza le quali non si potrebbe frequentare la scuola, a partire dalla primaria.
Un altro paese in cui vengono indossate le uniformi scolastiche è il Canada, ma si trovano principalmente nelle scuole pubbliche, spesso religiose.
Inoltre, in Argentina, Australia, Brasile, Cambogia, Corea del Sud, Cuba, Filippine, Malesia, Messico, Pakistan, Perù, Repubblica del Congo, Taiwan, Thailandia, Uganda, Vietnam, e l’elenco potrebbe allungarsi notevolmente, quasi tutti gli studenti delle scuole primarie e secondarie indossano tradizionalmente un’uniforme scolastica o comunque parte dell’abbigliamento deve osservare regole specifiche e simboleggiare e rendere visibile l’appartenenza.