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Dubbi sul Wi-Fi annunciato da Brunetta: non bisognava comprare prima i computer?

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Stavolta non ha destato solo stupore il ciclostilato annuncio da parte del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, a proposito della volontà del Governo di dotare del sistema di connessione wi-fi tutte le scuole italiane, entro il prossimo anno: alle parole del ministro, pronunciate in occasione del primo giorno del Forum Pa 2011 (“dalle 12 di oggi diecimila scuole potranno iniziare a prenotarsi per avere la dotazione dell’hot spot per il Wi-Fi”), sono seguite quelle un po’ piccate del vice presidente di Confindustria con delega alle politiche territoriali e ai distretti industriali, Aldo Bonomi. Il rappresentante degli industriale, anche lui presente all’inaugurazione della fiera annuale sulla Pa italiana, ha rivolto al Ministro un attacco probabilmente inaspettato : “date il Wi-Fi, ma mancano i computer”. Brunetta ha ribattuto: “Perché non cominciate a pagarli voi un po’ di computer?”. Controreplica di Bonomi: “Io la mia parte già la faccio, pago il 70% di tasse. Se devo pagare altro me lo dica lei…”.

Ma a quali scuole e pc si riferiva il rappresentante di Confindustria? Quali istituti rischiano di essere forniti di kit interattivo, utile a connettersi al web senza fili, senza però avere il materiale informatico di base a cui connettersi? A dire il vero negli ultimi anni, soprattutto alle medie e superiori, il numero di computer si è moltiplicato a livello esponenziale. Al punto che oggi si può dire, senza ombra di dubbio, che quasi la totalità delle scuole italiane (almeno le amministrazioni ed un laboratorio informatico) risultano connesse alla rete internet. Certo, ciò avviene attraverso sistemi a connessione fissa. Ma comunque attraverso dei computer. Magari obsoleti, non sempre potenti e con memorie digitali adeguati. Però pur sempre dei pc.
Semmai il problema che potrebbe essere subentrato negli ultimi tempi è quello dell’assistenza a quelli già in dotazione, non sempre garantita, soprattutto a seguito della riduzione dei fondi per il funzionamento. Un fenomeno che deve aver inciso sull’aumento del divario tecnologico venutosi a creare tra scuole medie e primarie.
Intanto il ministro Brunetta nel presentare l’iniziativa ha tenuto a sottolineare che “il totale dell’investimento previsto è di circa dieci milioni e il progetto si articola in due fasi: nella prima, di sei mesi, si prenoteranno cinquemila scuole e nella seconda fase di altri sei altre cinquemila scuole. Il mio sogno – ha sottolineato – è di fornire il Wi-Fi a tutte le scuole elementari”.
La Funzione pubblica, assieme al Miur, tiene tanto al raggiungimento dell’obiettivo: ha fatto sapere che per realizzarlo è disposta ad avvalersi del contributo di Enti, Fondazioni e Regioni. Forse anche l’apporto di Confindustria sarebbe importante: ma se questi sono i presupposti, l’impressione è che dell’apporto dell’associazione degli industriali dovrà farne a meno.
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