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E il preside parcheggiò in classe

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E se fuori piove quale garage migliore e sicuro di un’aula della scuola che dirige? Un preside di un Istituto di Sulmona, constato che, contrariamente alle tamerici e ai pini costruiti apposta per stare fuori, la propria moto non ha le caratteristiche tecniche per bagnarsi più del dovuto e che glielo possono pure rubare, ha pensato di usare un’aula del liceo scientifico per dare ricovero alla sua Bmw Gs: una potente moto da enduro con cui il preside si reca a lavoro. E quel giorno di pioggia, non potendo usarla per ritornare a casa, cinquecento metri di strada, l’ha lasciata proprio in un’aula della sua scuola. 

Non si sarebbe fidato della inviolabilità dei cancelli, visti anche i ripetuti furti avvenuti negli edifici scolastici della città nelle ultime settimane, e ha così deciso che il portico all’ingresso non bastava per mettere al sicuro il mezzo e ha fatto accomodare il suo gioiello in aula. Tra banchi e computer, la moto è rimasta in bella vista, grazie alla porta finestra dell’aula, fino al pomeriggio del giorno successivo, dando così tempo e luogo ai ragazzi di postare l’immagine su Facebook.

Per un momento abbiamo immaginato cosa sarebbe successo se un docente avesse fatto cosa similare o, peggio ancora, se a lasciare il motorino accanto al proprio banco fossero stati gli alunni. Con ogni probabilità sui loro volti silvani, su le loro mani ignude, su i freschi pensieri sarebbero piovute favole pesanti. 

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