Silvio Garattini è un lucido (e a volte caustico) 96enne ben noto per essere stato il fondatore e l’animatore (ora ne è presidente) dell’Istituto «Mario Negri».
Farmacologo, oncologo, uomo di scienza e grande comunicatore.
Il Corriere della Sera di oggi pubblica un interessante colloquio di Riccardo Bruno con Silvio Garattini. L’occasione è la pubblicazione (per i tipi delle edizioni San Paolo) del volume intitolato “Il diritto alla salute”. Il sottotitolo è tutto un programma: “Le scelte coraggiose che chiedo alla politica”.
La prima proposta di Garattini è sia aggiornare che, finalmente, realizzare concretamente la Costituzione. Le sue affermazioni sono chiarissime: «Pur apprezzando la sua chiarezza e la capacità di includere in ogni articolo la possibilità di tutelare il bene individuale e comune, nella sua lettura si ha una certa impressione di anzianità» La Carta fondamentale andrebbe adeguata ai tempi. Ma, prima ancora, andrebbe rispettata: «E chi non lo fa è il governo e tutti i governi che si sono succeduti dal 1948 a oggi».
Per quando riguarda la scuola Garattini si sofferma su due diverse questioni.
La prima riguarda l’informazione. Propone Garattini «introduciamo in tutte le classi un’ora alla settimana di lezione dedicata alla salute. Se diamo una formazione di questo tipo agli studenti, avremo poi cittadini più informati, commetteranno meno errori, avranno più interesse per la prevenzione e aiuteranno il Servizio sanitario nazionale a non erogare servizi evitabili».
La seconda riguarda il sistema formativo in quanto tale: «la nostra è una scuola retrograda, passiva, gli studenti non fanno quasi niente, devono solo stare ad ascoltare. La scienza è assente, le materie che la trattano sono rivolte al passato, l’idea che rappresenti una forma unica di conoscenza e di metodologia, diversa dagli altri saperi, è inesistente».
Le riflessioni di Garattini possono certe essere discusse e criticate a loro volta.
È tuttavia decisamente interessante il suo parere sulla scienza, sull’essere una forma ed una metodologia unica di sapere. Del resto in questi giorni proprio di questo si discute e si è discusso, proprio a partire da una presa di posizione di Garattini nei confronti di due esperti nominati dal ministro della sanità nel comitato nazionale vaccini (Nitag).
Il Ministro della salute ha dato ascolto alle oltre 30mila firme che gli chiedevano di intervenire e ha azzerato le nomine.
Scatenando la reazione di diversi esponenti del governo (Ministro dei traposti in primis) che sostengono l’utilità di avere diversi pareri nel comitato (quindi, sostanzialmente, anche i no vax).
Come ha detto il ministro Lollobrigida: “non sempre il pensiero scientifico dominante è quello giusto”.
Non credo che Garattini sarebbe d’accordo.