Home Alunni Esami di stato: caccia alla traccia, ma chi la decide?

Esami di stato: caccia alla traccia, ma chi la decide?

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Lasciate ogni speranza; i pronostici sul possibile tema, da quando si consuma il rito degli esami di stato, si sono sempre dimostrati fallaci e ingannatori, mendaci e bugiardi come i siti web che mettono in mostra le loro sicure tracce.
E così Skuola.net rimette in rete quanto dichiarò al loro portale l’anno scorso l’ispettore del Miur Luciano Favini: il nostro è un bunker impenetrabile, disse, e i nostri esperti sono persone serie che mai canterebbero a estranei ciò che hanno scritto e deliberato sulle tracce.
E infatti un pool di esperti, coordinato da Luciano Favini, realizza i temi per l’esame di Stato, ma niente da fare con possibili o presunte fughe di notizie: “Si, conosco le tracce ma non posso essere l’unico a proporle visto che si tratta di materie che non ho mai studiato quindi mi affido molto ai miei collaboratori. Il gruppo di lavoro è composto da decine tra docenti universitari, professori e dirigenti scolastici” .
“Iniziamo a lavorarci a fine novembre – assicura Favini – verso febbraio escono le prime produzioni e poi si va anche molto avanti. Fino ad un mese prima degli esami”, ma nulla toglie cha alcune volte il plico con le tracce si possa chiudere anche ad aprile inoltrato.

Ed è proprio questo team al completo di esperti che propone i temi che poi saranno scelti dal ministro direttamente qualche giorno prima e senza possibilità di intromissioni.

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“Leggiamo tutto, quotidianamente – assicura Favini – anche quello che esce sul web come pronostico ma smentisco categoricamente che il ministero controlli le tracce proposte sul totoesame per poi cambiare le proprie. Comprendiamo la curiosità dei ragazzi ma nessuno di noi può svelare nulla: c’è il riserbo assoluto”.
Né ha dubbi l’ispettore sulla impossibilità che qualcuno conosca i contenuti del plico prima che vengano aperte le buste: “Le indiscrezioni infatti escono sempre dopo l’apertura e l’avvio delle prove”.
In merito poi agli errori che spesso macchiano le tracce dei temi, l’ispettore si schernisce: “Siamo umani, anche noi possiamo sbagliare. Assicuro comunque che ci impegniamo al massimo per non cadere in errori. Anche per noi la maturità è un esame, speriamo di essere aiutati dalla fortuna ma soprattutto contiamo sul grande impegno che ci accompagna dall’inizio dei lavori”.
Ed eccolo il vulnus, quel richiamo all’umanità fallace e suscettibile allo sbaglio: e perché mai un uguale svarione degli esperti non può arrivare anche sul versante del tototema? Un pertugio tondo dunque che si apre, conducendo dritto dritto a favore di chi giura e spergiura di saperla così lunga da individuare in largo anticipo e con certezza l’argomento del tema alle prove scritte agli esami di stato.
Rimane però sempre l’interrogativo: crederci o non crederci? E la febbre da tema sale vorticosa.