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Europa, la variante Omicron mette a rischio la riapertura delle scuole

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La risalita recente della curva epidemiologica dovuta, in primis, alle ferie natalizie ed al desiderio d’incontro ed unione che caratterizza le festività, nonché alla presenza della nuova variante sudafricana già citata, ritenuta maggiormente contagiosa ma meno letale, che permette al soggetto che la contrae lo sviluppo di un’influenza severa ma meno letale. Le istituzioni sanitarie sono preoccupate relativamente alla riapertura delle scuole, degli atenei e dei centri di formazione in presenza, vista l’impennata recente dei contagi; si mettono in campo tutti i mezzi a disposizione utili al contrasto attivo alla diffusione del contagi, tra cui l’utilizzo obbligatorio della mascherina in spazi aperti e chiusi, il mantenimento del distanziamento interpersonale di almeno due metri, nonché l’effettuazione di operazioni di screening attraverso tamponi atti ad individuare studenti, insegnanti e membri del personale scolastico positivi al Sars – CoV – 2. Queste solo alcune delle misure pensate per limitare il rischio epidemiologico nelle scuole ed evitare ad ogni costo la didattica a distanza.

Stati Uniti e Canada, ritorna l’incubo della DAD. Parte lo screening periodico con tamponi

Come fa presente ANSA, negli USA si punta ad effettuare periodicamente, in forma totalmente gratuita per gli utenti, tamponi antigienici rapidi al fine di contenere lo sviluppo di contagi all’interno degli istituti scolastici. Non è escluso, nei casi in cui il tasso di contagi superasse il valore soglia, il ritorno alla didattica a distanza fino al miglioramento della situazione epidemiologica a livello locale. Il CDC raccomanda, quasi supplica, l’utilizzo corretto delle mascherine ed il rispetto delle consuete normative anticontagio. Nello stato di Washington tutto il personale e studenti sono tenuti a presentare, al ritorno definitivo nelle scuole pubbliche, un test antigienico o molecolare negativo al fine di garantire la didattica in un ambiente sicuro: gli studenti e il personale ammontano a 51.000 persone. In California le autorità locali hanno provveduto a distribuire kits utili all’effettuazione autonoma di test antigienici per i suoi 6 milioni di studenti, mentre in Massachusetts, Michigan Washington si stanno ritardando le lezioni di alcuni giorni per consentire i test. In caso di contatti avvenuti con un positivo in aula, la classe verrà sottoposta a quarantena preventiva e sarà dotata di test antigienici effettuabili autonomamente tra le mura domestiche; in caso di negatività si potrà accedere naturalmente in aula. In Canada le autorità di Ottawa, preoccupate per il recente innalzamento dei contagi, stanno prendendo in esame l’eventualità di erogare le lezioni previste per le prime due settimane di gennaio da remoto garantendo, ove possibile, il rientro definitivo in aula.

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Francia, Germania, Regno Unito, Austria: la nuova variante uniforma la risposta strutturale all’emergenza sanitaria

Come riporta ANSA, i tre paesi, i cui sistemi sanitari sono sottoposti ad un sovraccarico per via delle maggiori ospedalizzazioni avvenute di recente, seguono passo passo delle direttive sanitarie simili relativamente al riavvio delle attività di didattica scolastica e universitaria in presenza. Le uniche differenze gestionali riguardano il trattamento dei casi ritenuti positivi e, in particolare, l’organizzazione di quarantene generalizzate per classi ed interi istituti. In Francia, ad esempio, si rimette in pratica il sistema del contact tracking per gli studenti delle classi in cui sono stati rinvenuti soggetti positivi: i primi saranno soggetti saranno sottoposti a 3 tamponi consecutivi in 4 giorni. Gli incontri tra insegnanti e studenti si terranno a distanza; i sindacati di base fanno presente le loro preoccupazioni relativamente alla nuova variante sudafricana, che mette a rischio un rientro sereno e tranquillo di studenti e insegnanti in aula. Nel Regno Unito è stato confermato il rientro ordinario in aula nonostante la risalita dei contagi, ma saranno adottate misure più stringenti a difesa degli studenti. Questi dovranno presentare, in primis, il risultato negativo di un tampone al rientro in aula e sottoporsi settimanalmente a due tamponi, erogati gratuitamente dai singoli istituti. In Belgio, Spagna e Germania si introduce l’obbligo di mascherina per gli studenti d’età superiore ai 6 anni all’interno di tutti gli istituti pubblici e privati: queste potranno essere rimosse solo per lo svolgimento di presentazioni ed esami. In Austria scatta l’obbligo vaccinale dal primo febbraio ed è in valutazione un bonus pari a 500 euro di spesa per chi si sottoporrà alla dose booster. Il Ministero della Pubblica Istruzione vara delle disposizioni relative agli studenti non vaccinati, che possono essere lasciati a casa in DAD in caso dell’inasprimento ulteriore delle misure anti-contagio.