Ha destato sconcerto e paura il tentativo di rapimento di una bambina di tre anni in una scuola dell’Infanzia a Roma, nel quartiere Monteverde, dove mercoledì 11 febbraio si è presentata una donna che parlava un italiano stentato: dichiaratasi babysitter, ha mostrato sul telefono cellulare la fotografia della bambina (forse presa dai social) sostenendo che era stata autorizzata dai genitori per prelevarla da scuola e portarla a casa. Il personale scolastico si è però insospettito e ha verificato che la donna, nel frattempo sparita, non aveva alcuna delega per poterla portare via. E i genitori hanno confermato di non avere autorizzato nessuno.
“Mi congratulo con le insegnanti per la prontezza e il grande senso di responsabilità dimostrati in occasione del tentato rapimento”, ha detto qualche ora dopo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
“La normativa vigente – ha ricordato il titolare del Mim – esclude la possibilità di uscita autonoma in particolare per i bambini frequentanti le scuole dell’infanzia che vanno sempre riconsegnati ai genitori o a chi è da questi delegato. Bene hanno fatto anche le dirigenti delle contigue scuole statali a ricordare a docenti e famiglie le regole vigenti. È importante accertare ora i responsabili del gravissimo atto e le sue motivazioni”.
Ma cosa sarebbe accaduto se la scuola avesse creduto alla donna e gli avesse consegnato la bambina, senza fare le dovute verifiche? Avrebbero commesso un reato? In linea generale, solo il giudice può decidere se mandare o no a processo dei dipendenti, in questo il personale Ata e le maestre che in questo caso, con leggerezza, avrebbero consegnato la bimba alla donna.
Invece, di certo, a tutti i dipendenti coinvolti il dirigente scolastico avrebbe fatto pervenire nel volgere di pochi giorni una contestazione d’addebito scritta, a seguito della quale si sarebbe chiesto ad ognuno di spiegare la dinamica e i motivi del comportamento assunto.
Spiegazioni che non avrebbero scongiurato, almeno per alcuni, l’avvio della procedura disciplinare con ipotesi di mancata applicazione dei doveri lavorativi.
Nel frattempo, la polizia ha inviato dei messaggi ai dirigenti scolastici e al personale degli istituti scolastici della zona per alzare la vigilanza, soprattutto sulle deleghe per l’uscita anticipata degli alunni, oltre che per segnalare con urgenza la presenza a scuola di persone non conosciute.