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Aggiornato il 13.02.2026
alle 18:16

Bimbo caduto dalla finestra della scuola, indagati dirigente e docenti: doveva ricevere sorveglianza strettissima

Ci sono aggiornamenti sul caso del bambino di sette anni con disabilità caduto dalla finestra della sua scuola a Genova lo scorso settembre. Come riporta Ansa, sono 12 le persone indagate dalla Procura.

Indagato anche il personale della vecchia scuola

Si tratta della dirigente scolastica e degli insegnanti dell’istituto e del personale della vecchia scuola. Ai primi viene contestato l’abbandono di minore aggravato dalle lesioni mentre ai secondi l’omissione di atti d’ufficio perché non avrebbero trasmesso in tempo la documentazione sulle condizioni di salute dell’alunno in cui si attestava che doveva essere sottoposto a sorveglianza strettissima. I 12 sono stati identificati in questi giorni e hanno ricevuto gli avvisi di garanzia.

Avviata altra indagine sulla sicurezza

Prosegue, intanto, la tranche di indagine che riguarda la sicurezza dell’immobile e nelle prossime ore potrebbero esserci nuovi indagati. Gli investigatori della squadra mobile nelle scorse settimane hanno acquisito documentazione sia in Comune che presso l’ente proprietario della struttura. Dalle indagini, infatti, sarebbe emerso che l’immobile non aveva i requisiti minimi di sicurezza.

L’assenza della docente

Lo studente del polo Res, istituto per bambini con esigenze educative speciali, sarebbe stato lasciato da solo per almeno venti minuti, libero di girare per il plesso e di aprire una porta, che doveva rimanere chiusa, per accedere al terrazzo.

In quella sezione ci sono 13 alunni con esigenze speciali e ognuno è seguito da una persona. Quel giorno l’insegnante del bambino era assente ma in sede c’era comunque personale superiore al numero dei ragazzi. Il piccolo dovrebbe essere dimesso nei prossimi giorni ma dovrà continuare la riabilitazione e sottoporsi a regolari accertamenti e visite. Docenti e dirigente scolastica si sono già fatti avanti per un risarcimento al piccolo e ai suoi genitori.

“Culpa in vigilando”: cosa significa?

Per comprendere se vi siano responsabilità giuridiche della scuola — penali o civili — è utile conoscere il concetto di culpa in vigilando.

Come già riportato in alcuni nostri articoli, la culpa in vigilando è la responsabilità che ricade su chi ha il dovere di sorvegliare, qualora la mancata vigilanza provochi danni. È una forma di responsabilità presunta: non serve dimostrare che chi vigilava fosse colpevole in senso soggettivo, ma che non abbia adempiuto all’obbligo oggettivo di sorveglianza.

Il riferimento normativo principale è l’articolo 2048 del Codice Civile italiano, secondo cui i genitori, i tutori e chi ha comunque diritto o dovere di vigilanza sugli alunni rispondono dei danni causati da questi, salvo che provino di non aver potuto impedire il fatto (la cosiddetta prova liberatoria).

La prova liberatoria consiste nel dimostrare che:

  1. sono state adottate tutte le misure necessarie di vigilanza;
  2. l’evento dannoso era imprevedibile, improvviso e inevitabile, al punto che non poteva essere impedito neppure con la diligenza richiesta.

Nel contesto scolastico, questo obbligo si estende non solo durante le lezioni, ma anche in tutti gli spazi e momenti in cui gli alunni si trovano sotto la responsabilità della scuola: cortili, spazi comuni, spostamenti interni, ricreazione, uscita dalla scuola, attività esterne, etc.

Vi sono, inoltre, elementi che possono modulare la responsabilità:

  • l’età e il grado di maturazione dell’alunno: più un alunno è piccolo o in condizioni di grave disabilità, maggiore è il grado di vigilanza richiesto.
  • il numero di alunni affidati a ciascun insegnante e la presenza di risorse (altre persone che possono aiutare nella sorveglianza);
  • la prevedibilità del rischio: se si vedono segnali che qualcosa potrebbe accadere, intervenire tempestivamente è richiesto.

Sarà compito della magistratura accertare se la scuola e i singoli docenti abbiano adempiuto al loro dovere con la diligenza richiesta, se si siano adottate misure preventive adeguate, e se il danno fosse evitabile. Se sì, la scuola potrebbe essere responsabile civilmente e/o penalmente per culpa in vigilando; se invece riuscissero a dimostrare che nulla avrebbe potuto impedire l’evento, potrebbero difendersi con la prova liberatoria.

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