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Aggiornato il 12.01.2026
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“Faccetta nera”, note fasciste in piazza a Genova e Sanremo. Condanna Pd e M5s. Ma i giovani conoscono le origini della canzone del 1935?

Le note di “Faccetta nera“, uno dei simboli del ventennio fascista, tornano a sorpresa ad echeggiare: dopo averla ascoltate a Sanremo e in altre città italiane, nella serata di sabato 10 gennaio la colonna sonora pubblicata nel 1935 viene proposta dagli altoparlanti dell’autoscontro nel Luna Park di Genova, il parco giochi invernale di Ponte Parodi.

“Nella città medaglia d’oro per la Resistenza”, scrive l’Ansa, le note della musica fascista provocano “sconcerto e indignazione tanto che uno dei frequentatori fa un video. E poi dice al giostraio: “Bravo, eh… bravo, complimenti”; il giostraio gli risponde che “è solo una canzone”. Ma lui lo ammonisce: “guarda che questa è apologia del fascismo, è reato“.

Qualche giorno precedente al Natale, a Sanremo si è verificato un episodio simile: un video mostrava la canzone come sottofondo in un luna park, tra ragazzi in fila e giostre che si muovevano.

Faccetta nera fu scritta da Renato Micheli e composta musicalmente da Mario Ruccione nell’aprile del 1935: fu realizzata a sostegno della propaganda fascista sulla conquista all’Etiopia, indicato come vera e propria occasione di liberazione dalla schiavitù da parte della popolazione abissina. Ma quanti italiani, soprattutto i più giovani, anche gli studenti, conoscono le origini e l’orientamento fortemente politico di questa canzone ultimamente riproposta?

Per quanto accaduto a Genova è forte la condanna del presidente dell’Anpi Massimo Bisca, rilasciato al sito GenovaQuotidiana, che definisce l’episodio “inconcepibile e inammissibile” e parla di comportamenti “vomitevoli“. Il problema è che si sta superando il livello… la maggior parte dei commenti è che il fascismo non esiste più. No, in realtà il fascismo esiste” anche se “espresso in modi diversi”.

Mattia Gutris, portavoce dello staff organizzativo del Winter Park di Genova, ha fatto intendere che l’organizzazione prenderà provvedimenti, perché “da più di cento anni il nostro obiettivo è unire le persone e le generazioni nel segno del divertimento e della socializzazione. Tutto ciò che divide e che ha a che fare con idee nefaste, non fa parte dei nostri valori e del nostro vivere quotidiano”.

“Ci teniamo a specificare che il Winter Park – ha continuato Gutris – è composto dal lavoro e dalla passione di più di 100 famiglie, per un totale di più 300 persone e lavoratori: l’errore esecrabile di un singolo, verso cui prenderemo ferrei provvedimenti, non può e non deve ricadere su un’intera categoria e su tutta la manifestazione”.

L’episodio del 10 gennaio è stato definito dalla sindaca di Genova, Silvia Salis, “un gesto di una gravità assoluta. Lo è ancor di più se si considera che quel luogo è frequentato quotidianamente da migliaia di bambini, giovani e famiglie e che, per la sua realizzazione, il Winter Park beneficia di significativi contributi pubblici da parte del Comune. A Genova non c’è e non ci sarà mai spazio per nostalgie fasciste“.

“Il video che sta circolando in rete – ha aggiunto Salis – è attualmente oggetto di tutti gli approfondimenti necessari. Genova, purtroppo, non è l’unica città in cui durante queste festività si è diffusa questa moda incommentabile, un atto di profonda stupidità e irresponsabilità. Come cantava Giorgio Gaber, ‘il saluto vigoroso a pugno chiuso è un antico gesto di sinistra, quello un po’ degli anni ’20 un po’ romano è **da stronzi **oltre che di destra”. La sindaca assicura che “stiamo vagliando tutte le azioni possibili da parte dell’amministrazione pubblica, comprese eventuali sanzioni, e chiediamo lo stesso alle altre autorità competenti”.

Salis ha concluso augurandosi “nelle prossime ore una condanna chiara e senza ambiguità da parte di tutti i partiti e i movimenti politici della città. Genova è e resterà sempre orgogliosamente antifascista”.

Le condanne sono arrivate, intanto, dal Pd e dal M5s.

Armando Sanna, capogruppo dem in Regione, sostiene che quanto accaduto “al Winter park, in un luogo frequentato da famiglie e giovani, è un fatto grave che non può essere liquidato in modo semplicistico. Si tratta di un richiamo a simboli e repertori storici che evocano un passato di violenze, discriminazioni e dittature, incompatibili con i valori della nostra democrazia“.

Questi atti, ha detto ancora l’assessore, “non possono essere trattati come ‘bizzarrie’ o semplici ‘errori tecnici’. La diffusione di brani e simboli legati al fascismo in spazi pubblici non è accettabile. La memoria storica non è un vezzo”.

Anche secondo Stefano Giordano, capogruppo regionale del M5s, “la misura è colma: cori e canti fascisti si susseguono con allarmante frequenza”, con “l’aggravante del silenzio imbarazzante (ma evidentemente non imbarazzato) di una destra regionale e nazionale che tace”.

“Non basta posare corone di fiori alle vittime del nazifascismo facendo facili passerelle: antifascisti lo si è solo combattendo fino in fondo quel che resta dell’epoca più buia della nostra storia”, ha concluso Giordano.

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