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Faq dal n. 1 al n. 45

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Il servizio vuole contribuire alla conoscenza delle Linee guida emanate, con ogni possibile chiarimento che consenta alle scuole un’applicazione efficace delle disposizioni, nel rispetto delle finalità della norma di riforma e dell’autonomia delle istituzioni scolastiche.
Eventuali ulteriori quesiti sul Portfolio delle competenze possono essere inviati direttamente all’indirizzo e-mail: [email protected].
 
In data 23/11/2005
 
1) L’anno scorso il Portfolio era facoltativo e le scuole potevano decidere se adottarlo o no. Come mai quest’anno il Portfolio – se abbiamo interpretato bene la circolare n. 84 – è diventato obbligatorio?
La compilazione del Portfolio delle competenze non è mai stata facoltativa. Anche l’anno scorso vi era l’obbligo di compilarlo, e le scuole, nella fase di avvio della riforma, potevano liberamente definirne struttura e modalità di gestione, tenendo conto, comunque, delle finalità dello strumento come disposto dalle Indicazioni nazionali. La tesi interpretativa secondo cui il Portfolio delle competenze non era uno strumento obbligatorio è stata originata probabilmente da chi sosteneva che le stesse Indicazioni nazionali, che prevedono l’impiego del Portfolio, essendo transitorie, non erano vincolanti. E con esse non avrebbe dovuto essere vincolante nemmeno il Portfolio che è inserito e regolamentato dalle stesse. Si è trattato di una tesi illogica e illegittima, perché una norma, anche se transitoria, vale ad ogni effetto fino alla introduzione della norma definitiva. Le Indicazioni nazionali, allegate al decreto legislativo n. 59/2004, nei loro assetti pedagogici, didattici e organizzativi valgono a tutti gli effetti come regolamento.
 
2) Le classi terze della scuola media sono anch’esse obbligate ad adottare il Portfolio delle competenze già da quest’anno?
No. Il Portfolio delle competenze, anche se definito e strutturato per tutto il primo ciclo di istruzione, oltre che per la scuola dell’infanzia, rappresenta un obbligo per le sole classi attualmente a riforma. Le classi dell’ultimo anno della scuola secondaria di I grado non sono ancora a riforma e non si avvarranno, pertanto, del Portfolio delle competenze fino all’anno prossimo. Il Portfolio, per ora, non riguarda nemmeno gli istituti del 2° ciclo di istruzione. Allo stesso modo, il documento di valutazione individuale dell’alunno (ex-scheda di valutazione) per le sole terze classi della scuola secondaria di I grado e solo per quest’ultimo anno scolastico, continua a essere conforme al previgente modello ministeriale già in uso.
 
3) Nella prima parte della modulistica allegata alla circolare n. 84 del 10 novembre 2005, nella sezione A – obbligatoria e a struttura predefinita non modificabile – dopo l’elencazione dei documenti vi è questa nota: “I modelli di tali atti sono riportati di seguito”. Ho cercato i modelli ma non li ho trovati. C’è stato un refuso?
Nessun refuso. I modelli, obbligatori e prestrutturati, ci sono tutti e sono individuabili con il bollino blu all’interno della modulistica. Nella modulistica non si è seguito l’ordine di presentazione dell’indice dei documenti richiamati dalle sezioni A, B e C, bensì è stata data una sequenza logica dei modelli: dati anagrafici nel frontespizio del Portfolio, autopresentazione dell’alunno, biografia personale, registrazione delle osservazioni nella scuola dell’infanzia, ecc. I modelli presentati si succedono in questa sequenza logica di strutturazione del Portfolio, in cui le diverse parti, obbligatorie e non, si susseguono in termini di funzionalità dello strumento.
 
4) Quale parte del Portfolio deve essere consegnata alle famiglie?
Tutto il Portfolio, in ogni sua parte, deve essere mostrato alle famiglie nei tempi e nei modi che gli insegnanti deliberano. Ciò avviene durante tutto l’anno. Alla fine dell’anno scolastico, se la famiglia ne fa richiesta, il Portfolio può esserle consegnato in copia.
 
5) C’è un ruolo per noi genitori nella gestione del portfolio oppure la scuola lo gestirà in via esclusiva senza consultarci?
Le Linee guida per la compilazione e la gestione del Portfolio delle competenze hanno individuato un ruolo importante delle famiglie le quali possono rilasciare annotazioni e osservazioni sui prodotti dei figli, ne osservano le modalità di apprendimento, indicano alla scuola i loro lavori ed elaborati significativi. La famiglia, oltre a visionare il Portfolio, concorre alla sua compilazione come viene indicato esplicitamente in una delle parti “obbligatorie e a struttura libera”, individuata come modalità della cooperazione delle famiglie al processo educativo dell’alunno. Il contributo della famiglia ha anche lo scopo di fornire informazioni sulle competenze maturate dai figli in ambiente scolastico ed extrascolastico.
 
6) In caso di passaggio dell’alunno ad altra scuola deve essere trasmesso l’intero Portfolio o parte di esso?
In caso di passaggio ad altra scuola, l’istituzione scolastica trasmette il Portfolio secondo le consuete modalità di trasferimento della documentazione scolastica. Tutte le parti che compongono il Portfolio vanno trasmesse all’altra scuola, con l’eventuale esclusione delle sole parti consigliate o di altre parti non previste nella modulistica allegata alla circolare n. 84, ma aggiunte autonomamente dalle scuole.
 
7) Nella scheda di valutazione dello scorso anno per la valutazione intermedia e finale nella nostra scuola avevamo inserito un giudizio sintetico per gli apprendimenti di ogni disciplina. Possiamo confermarlo anche quest’anno, modificando il modello della scheda?
Il modello del nuovo documento di valutazione (ex-scheda individuale dell’alunno) è stato configurato, anche per questa parte della valutazione intermedia e finale, in modo più coerente con l’intero impianto delle Indicazioni nazionali, sostituendo la previsione di una valutazione dei “progressi nell’apprendimento e nello sviluppo sociale dell’alunno” con una valutazione degli obiettivi formativi rilevati. In questo modo il Portfolio e il documento di valutazione in esso inserito si saldano coerentemente con l’impianto che prevede un’interazione tra unità di apprendimento, obiettivi formativi coinvolti e obiettivi specifici di apprendimento. Pertanto, non è possibile restringere la valutazione intermedia e finale ai livelli di apprendimento di ciascuna disciplina – che, comunque, sono già considerati e valutati all’interno del documento di valutazione in modo esplicito – ma occorre valutare il conseguimento degli obiettivi formativi personali delineati.
 
8) Nel nuovo documento di valutazione non viene più prevista la valutazione intermedia e finale degli apprendimenti, bensì quella degli obiettivi formativi. Mi va bene, ma chiedo: non si rischia che questa valutazione coincida con quella relativa alla convivenza civile e al comportamento?
La valutazione della convivenza civile e quella del comportamento concorrono certamente in buona misura alla valutazione complessiva degli obiettivi formativi. Hanno indubbiamente un aspetto di complementarietà rispetto alla valutazione conclusiva, pur nella specificità. La valutazione intermedia e finale potrà fare sintesi efficace degli elementi rilevati nella sezione della convivenza civile, del comportamento e dei complessivi livelli di apprendimento delle diverse discipline di studio.
 
9) Nelle linee guida per la compilazione del Portfolio si afferma che i docenti “concorrono alla compilazione del Portfolio, coordinati dal docente tutor”. Se la scuola non ha individuato ancora il tutor, a causa della mancata contrattazione nazionale, allora il Portfolio non deve essere compilato. O no?
Nelle stesse Linee guida si afferma però che “La tenuta e la compilazione del Portfolio sono rimesse alla responsabilità dell’istituzione scolastica e dei docenti dell’équipe pedagogica”. La competenza è chiaramente dei docenti. L’eventuale loro coordinamento da parte del docente tutor nella compilazione del Portfolio non va evidentemente inteso come condizione sine qua non, bensì come opportunità per rendere più funzionale tale adempimento. Sempre nelle Linee guida si prevede a carico dei docenti una esplicita responsabilità diretta e personale, relativa alla definizione delle varie parti che compongono il Portfolio, come, ad esempio, le osservazioni e i commenti su modalità e processi d’apprendimento dell’alunno, la selezione di prove e materiale per descrivere competenze personali, la valutazione degli apprendimenti, la certificazione delle competenze, le proposte di orientamento per le scelte degli alunni.
 
10) Il Portfolio compilato l’anno scorso è diverso da quello strutturato dal Ministero. Che ne facciamo? E dei diversi Portfoli che annualmente si accumulano a scuola, in attesa del passaggio al grado successivo di scuola, che ne facciamo?
Premesso che il Portfolio viene conservato presso la scuola per tutto il periodo di frequenza dell’alunno nei vari anni di corso, l’esemplare dello scorso anno costituisce il primo della serie, anche se diverso dal nuovo. Dei diversi Portfoli è indispensabile conservare le parti elencate nelle sezioni A e B che costituiscono una specie di nucleo essenziale del Portfolio. Le parti consigliate e quelle aggiunte eventualmente dalle scuole con scelta autonoma possono essere eliminate, avendo cura di distruggere le parti che possono contenere o fare riferimento a dati sensibili.
 
11) La circolare n. 84 relativa al Portfolio non parla degli alunni in situazione di handicap. Per loro forse non è previsto?
In effetti la circolare non fa alcun riferimento agli alunni disabili e questo potrebbe far pensare che il Portfolio non li riguarda. Non è così. Ogni alunno ha diritto al Portfolio che, in quanto personale, registra il percorso individuale di ciascuno, i processi personali negli apprendimenti e nelle maturazioni, raccoglie e documenta i risultati e le esperienze personali più significative, valuta il raggiungimento degli obiettivi formativi (diversi e personali per ciascuno). Nel Portfolio è inserito anche il documento di valutazione che, in base all’art. 318 del Testo Unico, prevede, come è noto, che nella valutazione degli alunni handicappati, sulla base del Piano educativo individualizzato, siano indicati i criteri adottati per le varie discipline, nonché le attività integrative e di sostegno svolte.
 
12) Ad una prima lettura delle Linee guida e dell’ampia modulistica allegata si ha l’impressione che la caratteristica prevalente del Portfolio sia quella valutativa, con minima attenzione all’aspetto formativo e metacognitivo. E’ un’impressione o il rischio di questa unilateralità è fondato?
Il rischio che si può correre con un approccio superficiale è fondato e occorre davvero che le Linee guida e la modulistica allegata siano oggetto di attenta lettura e riflessione. Si potrà in tal modo rilevare, ad esempio, che l’aspetto formativo ha notevole importanza nel Portfolio, anche se concretamente la modulistica non ne propone modelli definiti di sostegno operativo. La sezione B della modulistica si limita ad elencare talune parti obbligatorie ma non ne riporta i relativi modelli, rimessi all’autonoma elaborazione delle scuole, dando l’impressione forse che tali parti siano secondarie o residuali. Esse, invece, intendono richiamare l’importanza della documentazione e della registrazione dei processi di maturazione e di apprendimento, della modalità di approccio personale alle conoscenze, della costruzione degli obiettivi formativi. E tutto ciò prima ancora che si pervenga a qualsiasi valutazione.
 
13) Quando va compilato il Portfolio?
Le diverse parti di cui si compone il Portfolio prevedono tempi diversi di compilazione. Alcun parti hanno scadenze fisse di compilazione per tutti gli alunni, altre invece comportano compilazione ad personam in tempi non predeterminati e, comunque, rimessi alle decisioni dell’équipe pedagogica. Tra le prime vi sono il documento di valutazione (compilato tri/quadrimestralmente e al termine dell’anno per tutti gli alunni), la certificazione delle competenze (compilata al termine della primaria e al termine della secondaria di I grado) e il consiglio di orientamento (compilato nell’ultimo anno della secondaria di I grado prima delle iscrizioni al 2° ciclo). Tra le seconde, che non hanno tempi predefiniti o scadenze particolari, vanno compresi la registrazione delle osservazioni sistematiche del bambino nella scuola dell’infanzia, la raccolta della documentazione significativa delle attività educative e didattiche svolte dall’alunno, il dossier sui suoi processi di maturazione personale, le modalità di partecipazione/autovalutazione dell’alunno e quelle di cooperazione delle famiglie al processo educativo del figlio.
 
14) Quando si deve mostrare il Portfolio alle famiglie?
Non esistono tempi prefissati o scadenze per mostrare alle famiglie il Portfolio, complessivamente inteso. I tempi per mostrarlo e commentarlo con le famiglie vengono definiti autonomamente da ciascuna scuola o dall’équipe pedagogica di ogni classe. Solamente i documenti di valutazione e di certificazione comportano tempi fissi, predefiniti. Ad, esempio, il documento di valutazione (ex-scheda dell’alunno) deve essere esibito e commentato al termine del tri/quadrimestre e alla fine dell’anno. La certificazione delle competenze viene consegnata alle famiglie al termine della quinta classe della scuola primaria e al termine della terza classe della scuola secondaria di I grado.
 
15) Lo scorso anno, con la circolare n. 85 relativa alla valutazione degli alunni, era stato soppresso il modello ministeriale e si era data ampia autonomia alle scuole nella definizione della scheda individuale dell’alunno. Il documento di valutazione inserito nel Portfolio non è un ritorno al passato?
Può sembrare, ma non è così. Il nuovo documento di valutazione contempera l’esigenza di dare unità al Sistema nazionale di valutazione e di salvaguardare l’autonomia delle scuole. Il modello del documento di valutazione contiene tutti gli elementi che la normativa prevede: singole discipline così come individuate dalle Indicazioni nazionali, riferimento agli apprendimenti della convivenza civile, spazi appositi per le attività facoltative opzionali, comportamento. Questi aspetti sono inderogabili per legge e non possono essere rimessi alla scelta discrezionale delle scuole (come, invece, è avvenuto in alcuni casi nel primo anno). Il modello previsto è una logica conseguenza, una scelta dovuta per rispettare le disposizioni normative del decreto legislativo n. 59/2004. E’ invece lasciata all’autonoma determinazione delle scuole la scelta degli indicatori di apprendimento delle discipline che nella modulistica allegata alle Linee guida per il Portfolio vengono proposti come esempio, ma che sono desunti dagli obiettivi specifici di apprendimento delle Indicazioni nazionali.
 
In data 25/11/2005
 
16) Il Portfolio è sostanzialmente il nuovo contenitore destinato a raccogliere la scheda di valutazione, che esisteva già, e il nuovo certificato delle competenze. C’era proprio bisogno di inventare questo contenitore per due documenti che esistevano già e che, comunque, avevano e possono avere una vita propria?
Se davvero il Portfolio fosse quel contenitore per raccogliere documenti di valutazione e di certificazione di cui si dice, sarebbe stato del tutto inutile inventarlo. Ma non è affatto così. E’ sì un raccoglitore, un contenitore, ma di ben altra documentazione, anche. Raccoglie documentazione selezionata delle esperienze di apprendimento dell’alunno, dei suoi modi di rapportarsi con le attività scolastiche e con la comunità in cui vive, registra osservazioni degli insegnanti sui processi e sui prodotti dell’alunno, raccoglie anche valutazioni dello stesso e della sua famiglia. E’ occasione e strumento formativo, prima di essere anche contenitore di documenti valutativi che, comunque, con i primi devono avere correlazione e rapporto di interdipendenza.
 
17) Nel Portfolio dell’anno scorso avevamo previsto che vi fosse la presentazione del bambino con la sua fotografia, ma ora, con la questione della privacy pensiamo che non sia più possibile. Niente foto e niente notizie particolari?
La fotografia apposta nel Portfolio non viola certamente la privacy dell’alunno e, pertanto, se la scuola ritiene proprio necessario inserirla lo può fare. Ne va valutata l’opportunità. Se si tratta di Portfolio per la scuola dell’infanzia o per le prime classi della scuola primaria, può avere ancora senso inserirla per creare un legame dell’alunno con questo strumento personale. Sono, comunque, altri i modi per coinvolgere il bambino e, ad ogni modo, il Portfolio non deve diventare esclusivamente una specie di raccolta di “capolavori” del bambino, fine a se stessa. Per quanto riguarda la privacy, gli altri dati particolari eventualmente inseribili, se sono dati sensibili (cioè relativi alla razza, religione, etnìa, ecc.) possono essere inseriti solamente se vi è una ragione forte e necessaria per il loro impiego.
 
18) In quanto scuola paritaria (del settore primario) possiamo sentirci liberi dal seguire nostre linee applicative per la compilazione del Portfolio oppure dobbiamo adottare le Linee guida della circolare n. 84/2005 con i medesimi obblighi delle scuole statali?
Al termine della circolare n. 84 si invitano i Direttori generali regionali a fornire opportuna informativa sia alle scuole statali che a quelle paritarie. Non si tratta di un semplice atto di cortesia o di invio per conoscenza alle istituzioni paritarie, bensì di un’informativa inviata per competenza. Si ricorda che le istituzioni scolastiche paritarie, in forza del riconoscimento della parità, hanno l’obbligo di conformarsi completamente agli ordinamenti scolastici vigenti, secondo quanto previsto dalla legge n. 62/2000. Ci sono parti del Portfolio (vedi sezioni B e C della modulistica di riferimento) che lasciano ampio spazio di applicazione alle istituzioni scolastiche (statali e paritarie), ferma restando l’inderogabilità dei profili da assicurare.
 
19) In che momento della propria attività di servizio gli insegnanti procedono alla compilazione del Portfolio?
La diversa organizzazione dell’orario di servizio del personale docente dei tre settori scolastici interessati comporta una diversa articolazione della risposta (e della messa in atto dell’attività di compilazione). Fatta salva una diversa programmazione degli interventi, è possibile prevedere per gli insegnanti della scuola secondaria di I grado che la compilazione (raccolta di documentazione, registrazione delle osservazioni, ecc.) avvenga durante i consigli di classe mensili; per i docenti della scuola primaria la compilazione può avvenire durante le ore di programmazione settimanale; per i docenti della scuola dell’infanzia, infine, la compilazione può essere effettuata durante le attività funzionali all’insegnamento deliberate dal collegio dei docenti.
 
20) Secondo quali modalità e tempi si può prevedere la collaborazione delle famiglie per la compilazione del Portfolio?
Va ricordato, innanzitutto, in cosa consiste la collaborazione da parte delle famiglie. La circolare n. 84 precisa, in proposito, che, esse rilasciano annotazioni e osservazioni su prodotti e materiali significativi realizzati dai propri figli soprattutto in ambito non scolastico; osservano “modalità d’apprendimento e caratteristiche originali manifestate” dai propri figli anche in altri contesti; indicano lavori ed elaborati esemplificativi delle capacità e aspirazioni dei propri figli; formulano proposte di orientamento per le scelte dei propri figli.
Per quanto riguarda la modalità concreta di attuazione di questa collaborazione, è prioritario informare in assemblea di classe e/o per iscritto tutte le famiglie di questa opportunità offerta dall’introduzione del Portfolio. I momenti di incontro individuale per raccogliere osservazioni, annotazioni e indicazioni sulle esperienze dei figli possono essere attuati in occasione delle assemblee di classe, oppure nei colloqui individuali con gli insegnanti programmati dalla scuola o con altra modalità autonomamente deliberata dalle scuole.
 
In data 28/11/2005
 
21) Il provvedimento del Garante del 26 luglio 2005, intervenendo sul Portfolio delle competenze, ha invitato il Miur a “recepire le prescrizioni medesime nella nota esplicativa che lo stesso si è riservato di far pervenire, tramite gli Uffici scolastici regionali, a tutti gli Uffici scolastici”. Di tale adempimento non si trova traccia, se non in minima parte, nella circolare n. 84/2005. Come mai?
Le prime esperienze di Portfolio realizzate dalle scuole, a volte in modo molto soggettivo, hanno richiamato l’attenzione del Garante della privacy che ha raccomandato indirizzi il più possibile unitari e responsabili, soprattutto nel trattamento dei dati.
La compilazione del Portfolio è una delle tante occasioni (certamente non l’unica) nelle quali le scuole possono essere impegnate nel trattamento dei dati sensibili. Il Ministero, in uno scambio di note del giugno 2005, convenendo pienamente con il Garante sull’opportunità di fornire alle scuole utili indicazioni in merito al trattamento dei dati sensibili, si è impegnato a fornire chiarimenti sulle modalità e sugli effetti del trattamento dei dati degli alunni.
Tali chiarimenti, attualmente in fase di avanzata elaborazione, riguarderanno alunni e personale scolastico di tutti gli ordini di scuola, compresi gli istituti di istruzione secondaria di II grado, attualmente non interessati al Portfolio delle competenze. La trattazione di tale materia all’interno della circolare n. 84 che riguarda solamente il Portfolio sarebbe stata, pertanto, impropria e inadeguata.
 
22) Sul giornale dell’insegnante, a tutt’oggi, vengono registrati giudizi, voti di verifica/compiti in classe e osservazioni sistematiche sugli alunni. Le apposite sezioni devono ancora essere compilate o basta il Portfolio?
Il Portfolio delle competenze è uno strumento individuale, mentre il giornale dell’insegnante raccoglie dati complessivi per tutti gli alunni e documenta l’attività programmatoria, didattica e valutativa del docente. I due strumenti sono tra di loro complementari. Pertanto, accanto al Portfolio continua a vivere anche il giornale dell’insegnante dal quale possono essere tratti utili elementi di osservazione sui processi di apprendimento di ciascun alunno.
 
23) Per questo anno scolastico la circolare n. 84 consente una certa flessibilità di adattamento del Portfolio da parte delle istituzioni scolastiche. Il documento di valutazione, in quanto parte integrante del Portfolio, può anch’esso essere adattato rispetto al modello ministeriale?
La possibilità di adattamento riguarda il Portfolio, soprattutto per quelle parti mai trattate dal Ministero in precedenza e che comportano un impiego immediato. Il documento di valutazione, invece, non ha un impiego operativo immediato, tanto da consentire una sua opportuna predisposizione, sulla base dei modelli obbligatori e prestrutturati allegati alla circolare medesima.
Pertanto, non c’è, in linea di massima, una ragione per derogare dai vincoli posti dalla disposizione, soprattutto per quanto riguarda gli elementi strutturali fondamentali.
Ma i vincoli non sono assoluti, a cominciare, ad esempio, dalla predisposizione grafica del modello (spazi, pagine, ecc.). Possibili adattamenti possono riguardare, ad esempio, la scansione temporale della valutazione (trimestre, anziché quadrimestre) e la quantità delle attività/insegnamenti opzionali (oltre il minimo di tre come riportato nel modello).
E’ bene ricordare, ad ogni modo, che l’adattamento consentito del Portfolio deve avvenire “nel rispetto dei princìpi e delle finalità che caratterizzano l’impiego del Portfolio” stesso.
 
24) Nella circolare n. 84 si afferma che i docenti “concorrono alla compilazione del Portfolio, coordinati dal docente tutor”. Nella Faq n. 9 si precisa però che l’apporto del docente tutor non è condizione indispensabile, ma va considerato come opportunità per rendere funzionale l’adempimento. C’è contraddizione o no?
Secondo le disposizioni normative contenute nel decreto legislativo n. 59/2004, confermate dalle Linee guida della circolare n. 84, il docente tutor svolge un ruolo di coordinamento anche nella compilazione del Portfolio.
Con la Faq n. 9 si è inteso soprattutto richiamare la prioritaria competenza dei docenti in materia, al fine di evitare l’interpretazione errata che la questione “Portfolio” appartenga in via esclusiva al solo docente incaricato di funzione tutoriale e che esclusivamente in presenza dell’attivazione di tale incarico sia possibile provvedere alla compilazione.
 
25) La prima parte della modulistica, obbligatoria e a struttura predefinita non modificabile, viene stampata dal Poligrafico dello Stato o è a cura delle singole scuole?
Pur configurandosi quasi come modulistica ministeriale, in effetti anche le parti obbligatorie e a struttura predefinita e non modificabile sono soggette ad interventi “personalizzati” da parte delle istituzioni scolastiche, statali e paritarie. Ad esempio, lo stesso documento di valutazione ha spazi aperti per inserire indicatori di apprendimento (analiticamente individuati o raccolti in macroindicatori) in base alla scelte programmatorie delle scuole.
Nella stessa struttura di tale documento possono essere variate le quantità di attività e insegnamenti opzionali in base all’offerta formativa di ciascuna scuola. Altre modifiche possono essere apportate alla parte grafica del documento e degli altri atti a struttura predefinita non modificabile.
E’ insomma la parte hard che va assicurata, mentre le parti soft sono rimesse all’autonoma determinazione delle scuole. Per questa ragione saranno le scuole a curare la definizione e la stampa dei Portfoli e degli annessi documenti “non modificabili”.
 
In data 29/11/2005
 
26) Come mai la certificazione delle competenze da compilarsi in uscita dalla classe 5ª della scuola primaria non riporta la firma del genitore per presa visione?
Anche l’attestato finale che viene consegnato alle famiglie al termine di ogni anno scolastico non prevede, né ha mai previsto, l’apposizione di firma per presa visione. Ogni atto certificativo è in sé compiuto con l’esclusiva sottoscrizione da parte del responsabile che lo rilascia. Ciò vale anche per la certificazione delle competenze.
 
27) Per chiarezza d’informazione quali classi della scuola primaria si intendono attualmente a riforma e necessitano del Portfolio?
Dallo scorso anno scolastico 2004/2005 sono andati a riforma immediatamente tutte le sezioni di scuola dell’infanzia, tutte le classi di scuola primaria e le classi del primo anno di corso della scuola secondaria di I grado. Da quest’anno scolastico a quelle classi si sono aggiunte quelle del secondo anno di corso della scuola secondaria di I grado.
Dal prossimo anno scolastico sarà a riforma tutto il primo ciclo di istruzione, oltre alla scuola dell’infanzia.
Tutte le classi e le sezioni a riforma hanno l’obbligo di adottare il Portfolio delle competenze.
 
28) La parte obbligatoria ma modificabile, ovvero da strutturare da parte dei singoli istituti, va fatta approvare dai rispettivi collegi docenti? Entro che termini?
I documenti elencati nella sezione B della modulistica allegata alla circolare n. 84, dovuti ma a libera strutturazione da parte delle scuole, costituiscono forse la parte più originale del Portfolio, al punto da caratterizzarlo più ancora del documento di valutazione che ha comunque una propria “storia” e una specifica identità.
Il collegio docenti può essere utilmente impegnato per definire criteri e linee generali per tale strutturazione, ma è opportuno che siano le diverse équipe pedagogiche a metterla in atto operativamente.
 
29) Le classi quinte dell’anno in corso dovranno compilare anche l’attestazione delle competenze anche nei casi in cui nulla è stato fatto precedentemente non solo nella pratica di insegnamento che sottende questo foglio finale ma anche solo sul versante della formazione docenti? Non ci sarà di fatto una “commutazione” automatica delle valutazioni disciplinari in valutazioni di competenze?
La certificazione delle competenze è comunque dovuta, ma le osservazioni espresse sono fondate, anche se forse è eccessivo ritenere che nulla è stato fatto in precedenza. Occorre, comunque, tenerne conto in sede di definizione, come richiamato dalla stessa circolare n. 84 la quale, nella premessa, non solo autorizza gli opportuni adattamenti, ma prevede che il complessivo impianto del Portfolio “vada a regime in coincidenza con la completa estensione della riforma a tutte le classi del primo ciclo”.
Quest’anno scolastico, pur nei vincoli sostanziali più volti richiamati, può essere considerato come fase di assestamento per realizzare il Portfolio, utilizzando efficacemente l’elaborazione delle scuole.
Le esperienze significative realizzate saranno utili per definire meglio tutti gli strumenti che connotano il Portfolio. La circolare n. 84, in merito, prevede che prima della messa a regime sarà opportuno verificarne l’efficacia e la piena rispondenza alle finalità della legge.
Ciò vale anche per la certificazione delle competenze che, nella circostanza, potrà essere adattata in modo da rispondere alle effettive situazioni realizzate da ogni scuola.
 
30) Desideriamo sapere se le parti obbligatorie del Portfolio: pagina iniziale, documento di valutazione, tabelle per la valutazione periodica, attestato saranno inviate dal Ministero alla scuola oppure se ogni singola scuola deve provvedere in proprio.
In questo caso è possibile avere il documento in formato word?
Si veda in proposito la Faq n. 25.
Sul sito del Ministero, seguendo il percorso http://www.istruzione.it/normativa/2005/cm84_05.shtml si perviene al testo della circolare n. 84 che riporta sulla destra in alto la dicitura allegati che rinvia alla parola “modulistica” in calce al testo della circolare. Digitando sulla parola “modulistica”, se ne ottiene l’intera documentazione in word.
La versione in word è stata volutamente predisposta per consentire gli adattamenti ritenuti opportuni dalle scuole. La versione in pdf non lo avrebbe consentito.
 
In data 5/12/2005
 
31) Sono un’insegnante della scuola primaria, la certificazione delle competenze per la classe quinta è obbligatoria alla fine di questo anno scolastico? Chiedo questo perché si dovrebbe basare sulla documentazione presente nel Portfolio, ma le classi quinte non hanno il Portfolio.
Il Portfolio è previsto per tutte le classi che sono quest’anno a riforma, in base al decreto legislativo n. 59/2004 (Definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione), il quale all’art. 13 dispone “Per l’attuazione delle disposizioni del presente decreto sono avviate, dall’anno scolastico 2003/2004, la prima e la seconda classe della scuola primaria e, a decorrere dall’anno scolastico 2004/2005, la terza, la quarta e la quinta classe.”. Si veda, ad ogni buon conto, la Faq n. 27.
 
32) Parlando della certificazione delle competenze, la C.M. n. 84 scrive della necessità di “disporre di tempi lunghi per poter procedere ad un’affidabile certificazione” e di conseguenza rende obbligatoria la compilazione del documento alla fine della scuola primaria e di quella secondaria di 1° grado. La circolare aggiunge poi che “a tal fine è opportuno che i docenti rilevino e registrino in itinere, e in forma documentale, la maturazione delle competenze personali degli alunni…”. E’ dunque necessario che l’istituzione scolastica predisponga adeguati strumenti di rilevazione e di registrazione. Alla luce di ciò, la scheda di certificazione delle competenze deve essere compilata – al termine della scuola primaria – anche in quest’anno scolastico 2005/2006? Non si ritiene, invece, più opportuno utilizzare quest’anno scolastico per cominciare la rilevazione e la documentazione nei vari anni per arrivare, dopo un periodo di osservazione più disteso, alla fine dell’a.s. 2006/2007?
Si rinvia, in proposito, alla Faq n. 29. Certamente è condivisibile la preoccupazione che al termine di questo anno scolastico non si disponga pienamente per gli alunni dell’ultimo anno di scuola primaria delle rilevazioni complete e necessarie per un’organica certificazione delle competenze da loro acquisite. Tuttavia, è opportuno che, se pur in forma non esaustiva, tale certificazione sia comunque definita e rilasciata al termine di questo anno scolastico. Questa fase in atto, che possiamo considerare aperta e flessibile, consentirà di pervenire, dal prossimo anno 2006/2007, ad una condizione “sperimentata” e verificata.
 
33) Gli insegnanti possono preparare una scheda, con domande a risposta multipla e/o risposte aperte, da consegnare a casa ai genitori per poi inserirla nel Portfolio?
Si presume che lo strumento proposto si riferisca innanzitutto alla sezione C (parti consigliate) della modulistica del Portfolio, allegata alla circolare n. 84, al fine di raccogliere elementi utili per la presentazione dell’alunno. E’ certamente possibile utilizzare schede siffatte, ponendo tuttavia molta attenzione nell’eventuale rilevazione di dati sensibili e giudiziari, attinenti cioè ad aspetti razziali, religiosi, etnici, sanitari, a convinzioni politiche, sindacali, filosofiche. Se, inoltre, la rilevazione intende acquisire anche notizie utili circa le modalità di collaborazione delle famiglie al processo educativo dell’alunno (sezione B), sarà opportuno che le domande riguardino attività ed esperienze vissute dall’alunno in ambito non scolastico, nonché aspetti originali personali dell’alunno anche relativi alla vita scolastica, alla positività/negatività della sua relazione personale con il mondo scolastico in cui è inserito. Quest’ultima rilevazione è opportuno che venga anche integrata da colloqui diretti con le famiglie
 
34) Vorrei sapere, relativamente alla scuola dell’infanzia, i documenti e gli allegati che sono da inserire nel Portfolio. La scuola nella quale lavoro, ha già attuato il Portfolio da due anni. In esso sono presenti elaborati significativi scelti con criteri concordati e motivati da noi docenti, schede che attestano le competenze acquisite relativamente alle varie aree, interviste rivolte ai genitori e al bambino. Sarei grata se mi fossero recapitate ulteriori informazioni.
I documenti che per la scuola dell’infanzia devono essere inseriti sono tutti quelli indicati nella sezione B della modulistica allegata alla circolare n. 84. Documenti che, quanto a strutturazione, sono lasciati alla libera determinazione di ciascuna scuola. Il lavoro compiuto in questi due anni è buono e può essere utilizzato proficuamente, integrandolo con le parti della sezione B ancora mancanti.
 
35) Si chiede di sapere se il modello di Portfolio, proposto dalla C.M. n. 84 del 10 novembre 2005, entra in vigore fin dall’anno scolastico in corso. L’introduzione del Portfolio delle competenze di cui alla circolare n. 84 è prevista già da questo anno scolastico con la precisazione che le istituzioni scolastiche che hanno già operato proprie scelte utilizzeranno la modulistica con opportuni adattamenti, se ritenuti necessari, nel rispetto dei princìpi e delle finalità che caratterizzano l’impiego del Portfolio.
Gli interventi flessibili con cui le istituzioni scolastiche daranno attuazione alla strutturazione complessiva del Portfolio nelle sue varie parti potranno fornire utili elementi di valutazione che consentiranno anche di verificare l’efficacia del Portfolio e la piena rispondenza alle finalità della legge, nella previsione che esso vada a regime in coincidenza con la completa estensione della riforma a tutte le classi del primo ciclo.
 
36) Nella Faq n. 19 asserite che il Portfolio può essere compilato, nella scuola media, durante i consigli di classe. I consigli di classe si tengono una volta al mese e non durano più di un’ora per classe; in una classe con 25 Portfoli da aggiornare e tutti gli altri adempimenti da espletare siete sicuri che faremo in tempo a fare un lavoro serio?
Nella Faq citata si precisava innanzitutto “Fatta salva una diversa programmazione degli interventi”, che sta a significare che per l’attività di compilazione, raccolta, registrazione, è la scuola, nella propria autonomia, che può decidere quando, chi e come procedere in tale compito.
Ovviamente il consiglio di classe mensile, la cui durata viene decisa dalla scuola, è uno degli esempi di possibile intervento. La domanda posta dimostra attenzione, serietà e senso di responsabilità dei docenti e del dirigente scolastico interroganti.
Dalla problematica posta emerge la necessità della presenza di qualcuno, più degli altri, che abbia cura della raccolta, registrazione e compilazione. La norma individua questo qualcuno nel docente incaricato di funzioni tutoriali. Si tratta di un’opportunità da non sottovalutare.
 
37) Il collegio dei docenti ha individuato, partendo dagli Osa, dei macroindicatori disciplinari che si identificano con le competenze disciplinari. Possiamo continuare a richiamarli nel documento di valutazione, negli spazi previsti per ogni disciplina?
Senz’altro. Quelli pubblicati all’interno della modulistica sono soltanto esempi di indicatori che hanno, comunque, come fonte obbligata di riferimento gli Obiettivi specifici di apprendimento così come elencati dalle Indicazioni nazionali (allegati B e C al decreto legislativo n. 59/2004).
Le scuole possono scegliere all’interno dell’elenco degli Osa tra le tante conoscenze e abilità individuate, tenendo conto anche dell’arco temporale di possibile attuazione all’interno del periodo biennale. Le scuole possono anche, molto opportunamente, raccogliere in macroindicatori disciplinari gli Osa.
 
38) Occorrerebbe maggiore chiarezza per la scuola dell’infanzia: cosa è obbligatorio nella prima sezione, cosa nella seconda, ecc. Può ogni scuola dotarsi di una scala di valutazione tipo quella di Kuno Beller o altre simili? Appare chiaro che molta enfasi verrà data sull’osservazione sistematica e non solo casuale, quindi tanto vale affidarsi a strumenti seri ed affidabili. Che altro di obbligatorio? La ex-valigetta/archivio coinciderà col Portfolio?
Per la parte iniziale del quesito si veda la Faq n. 34. Il riferimento alla scala di valutazione di Kuno Beller ci sembra opportuno e importante, al fine di assicurare, con quelle indicazioni o con altre autonomamente scelte dalle scuole, serietà e responsabilità nel delicato compito dell’osservazione sistematica dei bambini.
La “valigia didattica”, adottata da diverse scuole dell’infanzia per documentare i “prodotti” del bambino in funzione anche della continuità con la scuola primaria, coincide in parte con il Portfolio, che si caratterizza soprattutto per l’intervento diretto, intenzionale e sistematico, degli insegnanti.
 
39) Le sezioni A e B del Portfolio vanno conservate dalla scuola (secondaria I grado) per il periodo di frequenza dell’alunno e alla fine del terzo anno vanno consegnate alla famiglia, insieme alla certificazione delle competenze (Faq 10 e 14). Il consiglio di orientamento deve essere consegnato alla famiglia prima dell’iscrizione al 2° ciclo? (l’originale o la copia?). La scuola superiore riceverà soltanto il diploma?
Il Portfolio delle competenze, anche nella scuola secondaria di I grado, viene consegnato al termine di ciascun anno scolastico in copia alle famiglie che ne facciano richiesta. Alla fine del terzo anno, cioè dal giugno 2007 in poi, insieme alla copia del Portfolio, se richiesta, viene consegnata alle famiglie la certificazione delle competenze.
Nel corso dell’anno scolastico, orientativamente a dicembre, la scuola consegna alle famiglie copia del consiglio di orientamento in vista delle iscrizioni al 2° ciclo. Tale documento viene inserito in originale nel Portfolio delle competenze e ne segue la procedura di conservazione e consegna. Secondo quanto previsto dalle Indicazioni nazionali (allegato C al decreto legislativo n. 59/2004) il Portfolio, alla conclusione del I ciclo di istruzione, viene trasmesso all’istituzione del 2° ciclo, a cui il ragazzo si è iscritto.
 
40) Come mai la circolare n. 84, negli allegati, chiarisce cosa siano le competenze, le conoscenze e le abilità, senza alcun riferimento agli obiettivi formativi? Purtroppo non c’è ancora chiarezza sulla terminologia introdotta dalla riforma degli ordinamenti!
Sono, per caso, gli obiettivi rintracciabili nel Pecup sotto la voce identità (conoscenza di sé, relazione con gli altri, orientamento)?
In effetti, la definizione di “obiettivi formativi” non è stata compresa tra le note della circolare n. 84/2005, in quanto l’argomento è ben trattato all’interno delle Indicazioni nazionali, di cui agli allegati A, B e C al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59.
Per la scuola dell’infanzia, nell’allegato A al decreto legislativo n. 59/2004, è possibile leggere in proposito il paragrafo “Obiettivi formativi e Piani di studio personalizzati”; per la scuola primaria, nell’allegato B allo stesso decreto, invece è possibile consultare i paragrafi “Obiettivi specifici di apprendimento” e “Obiettivi formativi e Piani di studio personalizzati”. Per la scuola secondaria di I grado, infine, nell’allegato C l’argomento è trattato nei paragrafi “Dagli Obiettivi specifici di apprendimento agli Obiettivi formativi” e “Unità di apprendimento e Piani di studio personalizzati”.
 
41) Nella nostra scuola media le attività opzionali consistono in approfondimenti e potenziamenti degli insegnamenti delle discipline curricolari (inglese e italiano) e dell’informatica. Visto che queste attività sono già comprese nelle discipline d’insegnamento per le quali nel documento di valutazione esiste un apposito spazio, cosa bisogna mettere nella valutazione delle attività opzionali?
La finalità della specifica norma relativa alle attività e insegnamenti opzionali (articoli 7 e 10 del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59) è principalmente quella di favorire il più possibile la personalizzazione del Piano di studi per ciascun alunno, cercando di favorirne vocazioni, attitudini e interessi personali. Ciò può avvenire in vari modi; ad esempio, con attività inter-multidisciplinare, con insegnamenti di nuovi discipline, con ampliamento/approfondimento/consolidamento delle ordinarie discipline di insegnamento. In quest’ultimo caso, che coincide con la situazione richiamata dal quesito, la valutazione della disciplina di insegnamento assorbe quella dell’attività opzionale. L’apposito spazio previsto nel documento di valutazione non viene riempito.
 
42) Siamo i genitori di un alunno di scuola elementare e abbiamo chiesto all’insegnante di nostro figlio notizie sul Portfolio che da quest’anno dovrebbe essere consegnato alle famiglie. L’insegnante ci ha risposto che il sindacato ha informato il dirigente della scuola che non si provvede ad alcunché fino a quando non verrà emanato un apposito provvedimento sul Portfolio da parte del Garante della privacy. Ma è proprio così?
La scuola e quel dirigente sindacale hanno preso un grosso abbaglio, perché ogni competenza sul Portfolio riguarda esclusivamente l’Amministrazione scolastica. Il Garante si occupa di altro. Il Garante per la privacy, nell’ambito delle proprie competenze, ha raccomandato a tutte le Amministrazioni Pubbliche, compreso il Ministero dell’Istruzione, una particolare attenzione nel trattamento dei dati sensibili e giudiziari. Il Portfolio è una delle tante occasioni in cui può esservi trattamento di dati sensibili; proprio sul Portfolio il Garante si è intrattenuto quest’estate a indicare idonei comportamenti per l’uso dello strumento, da valere anche per ogni altra situazione in cui vi sia trattamento di dati sensibili.
Entro il prossimo 31 dicembre tutte le istituzioni scolastiche dovranno adottare il regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari (predisposto dal Ministero e approvato dal Garante) relativamente al personale dipendente (docenti, personale Ata, dirigente) e agli alunni (dalla scuola dell’infanzia agli istituti superiori). Ovviamente quel regolamento non riguarda il Portfolio che invece ha una propria ragione d’essere, indipendente rispetto al provvedimento.
 
43) Nel contratto di lavoro degli insegnanti non è previsto nulla sugli impegni relativi alla compilazione del Portfolio e non mi risulta che vi sia stata un’apposita trattativa contrattuale sull’argomento. Perché dovremmo farci carico di questo impegno lavorativo aggiuntivo?
Si potrebbe rispondere che il Portfolio è obbligatorio e che l’adempimento è dovuto in forza della disposizione prescrittiva, ma ci sembrerebbe un modo formale, anche se pienamente legittimo, per eludere il problema che ha anche natura contrattuale. A dir la verità, relativamente agli obblighi di servizio degli insegnanti, è proprio il C.C.N.L. 2002/2005 che contiene la risposta alla domanda. L’art. 27 (attività funzionali all’insegnamento) recita, infatti: “L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi”.
 
44) Nel modello di scheda allegato alla circolare n. 84/2005 definito “non modificabile” ci sono due spazi per valutare le attività facoltative fatte dagli alunni oltre le 27 ore obbligatorie. L’offerta della scuola è di 33 ore delle quali, a parte le 27 ore obbligatorie, ben sei sono ore facoltative. Anche mettendo assieme le due ore di educazione tecnica, servono comunque cinque spazi. Si chiede di sapere se ci sono soluzioni a questo problema: dove mettere la valutazione di tutte le ore facoltative seguite dall’alunno.Non serve uno spazio per ogni ora, ma uno spazio per ogni attività. Le attività facoltative opzionali possono comprendere anche approfondimenti e arricchimenti di discipline ordinarie già oggetto di valutazione; in tal caso gli spazi per le opzionali non servono. Se, comunque, gli spazi sono insufficienti le scuole possono integrarli aggiungendone altri, come già precisato nelle Faq n. 23 e n. 25.
 
45) Ho letto uno strano titolo su un giornale di questi giorni: “Il Ministero ci ripensa e ritornano le pagelle”. E’ forse stata sospesa la circolare n. 84 sul Portfolio ed è in arrivo un’altra disposizione?
Il titolo, improprio e inesatto, ha tratto in inganno diversi lettori, facendo pensare ad una novità successiva all’emanazione delle Linee guida sul Portfolio dello scorso mese di novembre. Pur con qualche inesattezza, l’articolo informa tardivamente dell’esistenza del Portfolio e della pubblicazione della circolare n. 84 del 10 novembre, soffermandosi soprattutto sul documento di valutazione che chiama “pagella”, anche se tale strumento, evocativo dei voti, è scomparso dagli anni ’70 dalle scuole del primo ciclo di istruzione. Un modo discutibile per attirare l’attenzione.