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28.04.2026

Studente scaraventato a terra a scuola, prof indagato: bufera su una “mossa da judo”

Un episodio avvenuto all’interno di un liceo di Latina è al centro di un’indagine della procura che coinvolge un insegnante quarantenne. I fatti, risalenti al dicembre 2025, riguardano uno studente di 17 anni e si inseriscono in un contesto che riaccende il dibattito sul limite tra intervento educativo e uso della forza.

L’episodio e la denuncia

Secondo la ricostruzione contenuta nella denuncia presentata dalla famiglia e riportata da Repubblica, tutto sarebbe iniziato durante il cambio dell’ora nei pressi della palestra del liceo. Il ragazzo avrebbe accidentalmente pestato la scarpa del docente, che lo avrebbe richiamato chiedendogli di pulirla.
Da quel momento la situazione sarebbe degenerata. I genitori dello studente hanno raccontato che il figlio, una volta tornato a casa, avrebbe riferito un episodio definito violento e improvviso, spingendoli a rivolgersi alle autorità e a chiedere l’avvio di un procedimento penale.

Le accuse della Procura

Nelle carte dell’inchiesta, coordinate dal pubblico ministero si descrive un intervento fisico deciso. Secondo gli inquirenti, il docente avrebbe afferrato il ragazzo da dietro, preso per il collo e scaraventato a terra con una tecnica riconducibile al judo. L’accusa sostiene inoltre che lo studente sarebbe stato colpito con un pugno allo sterno e afferrato al volto, mentre venivano pronunciate frasi ritenute minacciose. Il minorenne avrebbe riportato segni lievi al collo ed è stato visitato dai sanitari. Al professore vengono contestati i reati di lesioni e abuso dei mezzi di correzione, aggravati dalla minore età della vittima e dal ruolo educativo ricoperto.

Le versioni e i prossimi sviluppi

Di segno diverso alcune testimonianze raccolte, secondo cui il gesto non avrebbe avuto natura aggressiva ma sarebbe stato, nelle intenzioni, “giocoso”. Una lettura che contrasta con l’impostazione accusatoria della Procura. Il docente ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini. In precedenza era stato sospeso e poi reintegrato. Ora la difesa potrà presentare memorie o chiedere di essere ascoltata. Sarà quindi il magistrato a decidere se procedere con il rinvio a giudizio o l’archiviazione.

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