Gli scriventi, dirigenti scolastici in servizio fuori regione, apprendono con preoccupazione che nella bozza di contratto in discussione all’ARAN la quota di posti destinata alla mobilità interregionale sarebbe fissata al 70%, nonostante la richiesta unanime delle organizzazioni sindacali di portarla al 100%.
Riteniamo che tale proposta sia giuridicamente fragile, socialmente iniqua e strategicamente sbagliata per tutte le categorie coinvolte. Vi chiediamo perciò di presidiarla l’11 maggio 2026, giorno del prossimo incontro di contrattazione all’ARAN, e di continuare a sostenere coerentemente al tavolo una posizione netta: mobilità al 100% dei posti vacanti disponibili.
1. Dalla logica dell’urgenza all’urgenza di una logica: dall’emendamento al Contratto
Tre anni consecutivi di emendamenti d’urgenza per garantire il 100% dei posti vacanti alla mobilità non sono la soluzione al problema: sono la dimostrazione del problema. Ogni anno il legislatore è costretto a correggere con uno strumento emergenziale ciò che il Contratto Collettivo Nazionale avrebbe dovuto disciplinare in modo stabile, certo e vincolante.
La prossima tornata contrattuale è quindi l’occasione, non rinviabile, per fare ciò che gli emendamenti d’urgenza non possono fare: scrivere nella fonte pattizia una sequenza procedurale vincolante, che ponga la mobilità del personale in servizio non come una quota, ma come una priorità.
2. La quota del 100% tutela tutti i dirigenti scolastici fuori regione
L’innalzamento della mobilità tutela i vincitori di tutti i concorsi. Vale per chi è fuori regione da un decennio e per chi lo è da un anno. Vale per i vincitori del concorso nazionale 2017, per chi è entrato dai concorsi regionali e anche per chi è stato immesso nel 2024, perché aumenta per tutti i dirigenti in servizio attuali e futuri la possibilità di rientrare.
La mobilità al 100% non è una concessione straordinaria: è il punto di equilibrio che anche la giustizia amministrativa indica come doveroso e che il legislatore ha già introdotto tramite emendamenti, in via emergenziale, dalla mobilità 2024/2025 e ancora nel 2025/2026 e nel 2026/2027.
Stabilizzarla contrattualmente significa eliminare la fonte principale del contenzioso amministrativo, assicurare un turnover ordinato e programmabile e garantire la tutela dei diritti fondamentali e costituzionali.
Pertanto,
SI CHIEDE
– l’organizzazione di un presidio dei dirigenti scolastici presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito o presso la sede dell’ARAN il giorno 11 maggio 2026, data del prossimo incontro di contrattazione. Il presidio potrà essere l’occasione per chiedere unitariamente l’accoglimento dell’istanza di mobilità al 100%, che accomuna dirigenti scolastici provenienti da diverse procedure concorsuali e risponde a un’esigenza di equità e piena funzionalità del sistema;
– la presentazione al tavolo di una proposta contrattuale che fissi al 100% la quota di mobilità interregionale da esercitarsi senza necessità di nulla osta e anche in costanza di incarico, una volta superato il vincolo del primo triennio di servizio;
– la piena operatività della piattaforma Polis al fine di rendere immediatamente disponibili i posti liberati dalla mobilità in uscita per scorrimenti di mobilità in ingresso, nella medesima procedura e sequenza, senza alcun limite nel numero delle regioni esprimibili e processabili.
Siamo certi del Vostro fattivo e convinto impegno, anche quale forma di compensazione per famiglie disgregate, figli cresciuti a distanza, risorse economiche consumate in affitti, trasporti e doppi domicili. Vite a metà, per anni.
I Dirigenti Scolastici Fuori Regione