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02.11.2026

Floris: “Per Valditara ‘l’umiliazione è formativa’, i tagli alla scuola sono il simbolo di qualcosa di più grande e più grave”

“I tagli alla scuola sono il simbolo di qualcosa di più grande e più grave, mi creda. Il discorso è molto più largo”. Lo ripete più volte, quasi a raccomandarsi, il conduttore di Dimartedì, Giovanni Floris, che ha appena pubblicato “I fuoriclasse”, primo volume della collana Le Scelte della Solferino. Il libro parla di istruzione, di scuola e di tutto ciò che ruota attorno a due settori che definisce vitali per una democrazia.

Il libro: “Scegliamo: ignoranti o liberi?”

Il sottotitolo chiarisce la posta in gioco: “Scegliamo: ignoranti o liberi?”. Il volume nasce come riflessione sul rapporto tra istruzione e libertà, e per l’autore il dibattito sui tagli alla scuola è solo la punta di un tema più ampio, che riguarda il modello di società che l’Italia sceglie di costruire.

La scuola come “elemento politico”

Nell’intervista l’autore sostiene che “in Italia la scuola è diventata quello che non dovrebbe essere: un elemento politico”. Per spiegarlo cita due esempi. Secondo lui, per il ministro dell’Istruzione “l’umiliazione è formativa”, mentre la ministra dell’Università e della Ricerca “ha insultato degli studenti che protestavano, bollandoli come poveri comunisti”.

Un discorso più largo dei tagli

Per il conduttore il nodo non è soltanto economico. I tagli, insiste, sono il simbolo di una questione più grave, che investe il ruolo della scuola nella vita democratica e il modo in cui la politica la considera.

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