Oltre allo psicologo e saggista Umberto Galimberti, anche il giornalista Giovanni Floris è stato ospite della puntata di Torre di Babele, programma di La7 condotto da Corrado Augias, ieri, 25 maggio. Il tema al centro della trasmissione è stato il sistema scolastico.
Floris ha fatto un’attenta e lucida disamina sul mondo odierno e sugli atti di violenza che hanno fatto notizia di recente. “La violenza nasce dall’incapacità di leggere le cose, non abbiamo studiato abbastanza. Non parlo di titoli di studio, parlo della capacità di comprendere e di farsi comprendere. Abbiamo perso la fiducia nella cultura”.
“Lo studio è la formazione della persona, serve per comprendere le cose. Abbiamo perso la fiducia per ciò che ci fa comprendere le cose, per lo studio e per la scuola. Arriviamo a mettere nello stesso piano studio e lavoro, come se le due cose si potessero scambiare”, ha aggiunto.
Floris ha poi approfondito la questione degli stipendi bassi dei docenti: “La scuola è l’istituzione più attiva che abbiamo, che fornisce gli strumenti alla cittadinanza, ed è tenuta dai docenti. Non puoi pagare così poco il docente: non tanto per una questione di mercato. Alzando lo stipendio del docente si assegna un valore, si dà un segnale, è come dire che ci teniamo a che le persone imparino”.
“Se l’unica cosa che la popolazione riconosce è il valore economico, bisogna giocare su quello. Se l’orario raddoppiasse, facendo diventare ad esempio le guide dei musei docenti, la cultura allagherebbe il Paese”.
Poi, sul rapporto tra scuola e famiglia: “Non può essere la famiglia a educare, non è detto che ami la cultura, le famiglie non sono tutte buone. La scuola risolve le disuguaglianze. Siamo riusciti a capovolgere il ruolo della scuola. Pensiamo all’educazione affettiva e al consenso informato: l’insegnante chiede allo studente se può insegnare qualcosa. Siamo arrivati allo studente che assegna un voto al docente, questo me lo insegni e questo no”.
“Se andavo male a scuola mia mamma chiedeva in cosa. Oggi le famiglie chiedono ‘chi ti ha dato il voto basso?’ La famiglia giudica il maestro”.
Augias ha poi raccontato un aneddoto: “Di fronte ad un’insufficienza suo padre andò a parlare con il docente. Lui disse che dovevo fare di più e lui mi diede uno scappellotto. “Se tu studi puoi diventare Augias”, ha commentato Floris ridendo.