Home Archivio storico 1998-2013 Elezioni politiche 2013 Fra gli 8 punti di Bersani per il M5S manca la scuola

Fra gli 8 punti di Bersani per il M5S manca la scuola

CONDIVIDI
  • GUERINI

Quali sono gli 8 punti che Bersani è pronto a rivolgere al Parlamento per ottenere la fiducia soprattutto da parte del Movimento 5 Stelle di Grillo? Una legge contro la corruzione, una contro il conflitto di interessi, una dedicata ai costi della politica; un’altra dedicata agli interventi sull’economia verde e sull’urgenza sociale. Ma puntualizza pure le differenze tra il suo e il programma di Grillo: “Per esempio, Grillo non vuole che un figlio di immigrati nato qui sia italiano e mi sembra molto tiepido sull’evasione fiscale e questo non è di sinistra. Così come quando dice che bisogna stare fuori dall’ euro, una cosa che non sta in piedi”.
E Bersani dice pure, a proposito del finanziamento ai partiti: “Anche fosse per un solo euro non sono disposto a rinunciare al principio che la politica deve avere una qualche forma di sostegno pubblico, se no la fanno solo gli ottimati e i miliardari”.
Fra gli otto punti manca dunque qualsiasi intervento sulla scuola e quindi sui precari, i concorsi, le riforme e i finanziamenti, mentre uno spiraglio ha aperto sull’edilizia scolastica, quando ha detto di dare delle somme agli Enti locali per riqualificare il territorio e mettere a norma gli edifici pubblici per dare lavoro e dare un avvio, seppure timido, a un primo barlume di economia e di consumi.
Ma è mancato anche un richiamo all’istruzione in generale, alla ricerca e alla cultura per ridisegnare un nuovo progetto di sviluppo che, di fronte alle concorrenze internazionale, può riscattare non solo il famoso Made in Italy, ma anche le particolarità artistiche e innovative uniche della nostra Nazione.
Con ogni probabilità questi aspetti si possono trovare tra le pieghe di quell’”Urgenza sociale” annunciata tra gli otto punti, ma per saperlo occorre che il candidato premier del Pd lo espliciti meglio e che magari si lasci meno condizionare dal grillismo che, come altri “ismi” del trascorso secolo, sta cercando di condizionare, in modo, a nostro parere, non del tutto urbano, la sociologia e la cultura italiana, e anche abbastanza pesantemente.
Perché in ultima analisi, piuttosto che cercare per troppo tempo l’albero adatto e più resistente su cui appendere il nuovo Governo, forse è meglio rivotare e al più presto, ma solo per avere almeno la certezza dell’incertezza che anche dopo la seconda tornata elettorale è possibile che si crei.
Se sono riusciti,attraverso marchingegni elettorali e bizantinismi politici di ogni tipo, a implementare populismi ed esemplificazioni tanto disarmanti e che dovrebbero essere, nello stesso tempo, estranei a un popolo colto e consapevole, allora che si lasci ancora a questo popola la parola e quindi un ulteriore possibilità di puntare il dito per indicare finalmente l’albero giusto, se si trova, in questa foresta di egoismi italici e di machiavellismi stucchevoli.