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Furoreggiano gli acronimi: da Siss a Tfa, ma anche con doppio significato

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Mutamenti repentini del nostro sistema scolastico, a volte anche non accuratamente valutati, hanno fatto entrare nel linguaggio quotidiano della scuola italiana alcuni strani acronimi. Infatti per esempio nell’ultimo decennio, per accedere all’insegnamento, nascono le Siss. Siss è un acronimo il cui significato è: Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario. 
Queste scuole sono nate col Decreto Murst del 26 maggio 1998, che dava seguito alla legge n. 341 del 19 novembre 1990, la quale affidava la formazione degli insegnanti alle Università, prevedendo una Scuola di Specializzazione successiva alla laurea, di durata non inferiore a due anni, articolata in indirizzi, con discipline finalizzate alla formazione professionale degli insegnanti, facendo specifico riferimento alle Scienze dell’educazione e all’approfondimento metodologico e didattico delle aree disciplinari di riferimento, nonché ad attività di tirocinio didattico obbligatorio. 
Oggi le Siss sono state frettolosamente accantonate, insieme a tutte le professionalità acquisite nell’arco di oltre un decennio di attività e sono state sostituite da un nuovo progetto di formazione all’insegnamento. Sono nati da quest’anno i corsi Tfa. Anche Tfa è un acronimo il cui significato è: corsi di Tirocinio Formativo Attivo. L’accesso a numero chiuso a questi corsi di tirocinio formativo attivo, sono regolati dai famigerati test preselettivi, che hanno lo scopo di ridurre il numero dei partecipanti al corso. La triste vicenda dei numerosi errori riscontrati in questi test di accesso, oltre a creare sconcerto e proteste da parte dei candidati, ha generato la convinzione che l’organizzazione di questi Tfa sia stata improntata all’insegna della fretta e della superficialità.
Ecco allora nascere un altro significato dell’acronimo Tfa: Test Farlocchi e Ambigui.
Lo stesso Miur ha riconosciuto, con scuse annesse, che una parte dei test per l’accesso ai Tfa erano errati o ambigui, ed è corso ai ripari abbonando i test farlocchi. Un’azione riparatoria che probabilmente non fermerà le valanghe di ricorsi, ma che consentirà almeno per il momento di proseguire nell’attivazione di corsi. 
Questa esperienza unita ai test preselettivi del concorso per dirigente scolastico, dovrebbe insegnare a chi di dovere , che selezionare utilizzando test farlocchi e ambigui, non è un principio meritocratico, ma al contrario un meccanismo infernale che genera solamente contenzioso, giustificate protese ed a volte anche brutte figure.

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