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Gavettoni e farina, balli e petardi: si festeggia la fine della scuola

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  • GUERINI

Gavettoni d’acqua, bombe di farina, schiuma da barba, pioggia di uova e di petardi hanno movimentato l’uscita degli studenti di alcune scuole della Liguria dove l’usanza di festeggiare il termine delle lezioni ha assunto proporzioni collettive e generalizzate. 
Uguali caratteristiche anche in Lombardia e nel Lazio dove si è fatto ricorso alla polizia municipale per tentare di bloccare gli eccessi come il lancio di palloncini pieni d’acqua o di farina, accompagnati da scatole intere di uova che oltre a imbrattare gli abiti sporcano i luoghi pubblici. 
Qualche fermo c’è pure stato e raffiche di multe sono partite nei confronti di motorini e di auto parcheggiate male per partecipare ai festeggiamenti.
 In qualche altra scuola la festa è cominciata fin dalle prime ore del mattino, con il cortile trasformato in una pista da ballo grazie a potenti amplificatori, proprio come in una discoteca, e con la pista che si svuotava e riempiva di ragazzi a seconda dei pezzi scelti dai dj, anch’essi studenti.
 Anche per gli scolari più piccoli c’è stato di che divertirsi in alcune città italiane, con musica, babydance, sketch, giocoleria e truccabimbi insieme con l’allestimento di Luna Park dove è stato possibile c’è stato di tutto: gonfiabili, gioco dei rigori, tiro a segno, jumping… e tutto quello che occorre per non annoiarsi un attimo. 
Purtroppo c’è stato pure un tragico ultimo giorno di scuola, per un ragazzino delle medie. Il giovane, di 12 anni, è annegato nella piscina comunale di Bozzolo, nel Mantovano. 
Originario della Turchia, residente a Tornata (Cremona), il ragazzo frequentava la scuola a Bozzolo e nell’ultimo giorno di scuola aveva deciso di festeggiare con gli amici in piscina. Non sapeva nuotare ma, esuberante com’era, non aveva esitato a tuffarsi nella vasca degli adulti, dove l’acqua è profonda un metro e 80 centimetri. 
Una prima volta, vistosi in difficoltà, aveva chiesto l’aiuto di un’amica che era riuscita ad accompagnarlo a riva. Non pago, un po’ di tempo dopo si è tuffato nuovamente nella stessa vasca. Senza più riemergere. L’allarme è scattato ma quando il ragazzino è stato recuperato dal fondo della piscina era troppo tardi. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei medici del 118.