“Noi abbiamo aumentato il bilancio per la scuola, cresciuto di quasi il 9% due anni fa e dell’1,9% nell’ultima legge di bilancio nonostante il fardello enorme del Superbonus che ha privato di decine di miliardi di euro la disponibilità del nostro bilancio; tuttavia le spese per l’istruzione sono aumentate”. A dirlo è stato il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, durante la trasmissione Pomeriggio di Radio 1.
Il Ministro ricorda che durante la sua gestione a Viale Trastevere sono stati “sottoscritti ben tre contratti per un aumento medio di 412 euro al mese per i docenti e di oltre 300 euro per gli Ata: mai visto un governo che abbia sottoscritto tre contratti, venivamo da periodo di stagnazione quasi interrotto dal 2009. Abbiamo anche messo le risorse per il prossimo contratto 2028-2030“.
Valditara ha quindi condannato le proteste di piazza odierne, nel giorno dello sciopero proclamato da sindacati di base, più la Flc-Cgil contro la riforma degli istituti tecnici. Nelle piazze, ha detto il Ministro, è stato usato oggi “un linguaggio di 60 anni fa, da vetero comunismo fuori dalla storia: la riforma degli Istituti tecnici potenzia lo studio dell’italiano della matematica dell’inglese, introduce le competenze interdisciplinari e verso l’internazionalizzazione e rafforza il rapporto con il mondo del lavoro. Rafforza le basi culturali e cerca di ridurre il disallineamento con il mondo del lavoro: la scuola oggi non è in grado di produrre quelle figure che servono al mondo del lavoro”.
“Questa – ha chiarito il titolare del Mim – non è la riforma del 4+2, la riforma dell’istruzione tecnica e professionale ma è una riforma imposta dal Pnrr e decisa dal precedente governo, che noi abbiamo dovuto attuare. Il consenso della gran parte dei sindacati italiani alla proposta che ha sterilizzato qualunque critica, questa intesa credo sia un passaggio importante”.
Secondo il Ministro, “schierarsi oggi contro il 4+2 vuol dire guardare al passato, essere fuori dalla storia: nei consessi internazionali non solo apprezzano la riforma italiana ma sottolineano l’importanza del collegamento tra mondo lavoro e impresa, chi lo nega è fuori dalla storia e non vuole il bene dei nostri giovani. La scuola deve offrire opportunità formative concrete per i nostri giovani”, ha concluso Valditara.