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Geometri fiscalisti

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Nel corso del 2014 l’Agif ha sviluppato sempre più la sua vocazione formativa e informativa per la categoria proponendo, su tutto il territorio nazionale, numerosi incontri, corsi, seminari e convegni. Sono stati, così, organizzati dall’Associazione quasi cento eventi formativi, frequentati da professionisti desiderosi di crescere ed ampliare il ventaglio delle proprie competenze.

“Sicuramente -commenta il presidente dell’Associazione, Mirco Mion- si è trattato di un anno formativo significativo sotto ogni punto di vista. Abbiamo potuto girare l’Italia per portare, in quante più città possibili, i nostri corsi e gli eventi informativi, confrontandoci con geometri che da anni si occupano di fiscalità o giovani professionisti che, intuendone le potenzialità soprattutto in un momento di crisi, per la prima volta si avvicinano a questi temi”.

“L’unico comparto dell’edilizia -fa notare- in costante crescita, infatti, all’interno di un panorama di crisi generalizzata, è quello delle ristrutturazioni, settore in cui i geometri rivestono, e sempre più potranno rivestire, un ruolo strategico e insostituibile”.

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Sempre attenta ai feedback ricevuti e all’interesse del pubblico, l’Associazione ha proposto numerose tipologie di eventi, ma quelli che hanno suscitato il maggiore interesse, e quindi la maggiore partecipazione, sono stati i corsi dedicati alle successioni, alle agevolazioni fiscali in edilizia e al Catasto in chiave fiscale.

L’Associazione ha già iniziato a progettare gli eventi per il nuovo anno, aggiornando i contenuti dei corsi di pari passo con la norma, affinché le nozioni trasmesse ai discenti possano essere immediatamente spendibili nella propria attività. Il corso ‘Dal Catasto al fisco’, ad esempio, verrà aggiornato mano a mano che saranno approvati i decreti attuativi della riforma del Catasto, come già è stato fatto per il decreto sulle rinnovate commissioni censuarie.

Il 1° gennaio è entrato in vigore il nuovo regolamento per la formazione professionale continua dei geometri. Gli iscritti ai Collegi dovranno, quindi, acquisire nel corso del triennio 60 crediti formativi, ma anche aggiornare e rendere disponibile on line il proprio ‘Curriculum professionale certificato. “Saranno, questi, strumenti fondamentali per lo sviluppo della professione e per il lavoro dei geometri, che potranno ottenere, grazie ad essi, il giusto riconoscimento professionale e raccogliere i frutti del proprio impegno e costante aggiornamento”, continua Mion.

Il tema della formazione professionale continua riveste una tale importanza per il lavoro dei professionisti che Agefis sta promuovendo, sul suo sito, un questionario attraverso cui raccogliere le opinioni e le impressioni dei geometri. I partecipanti all’indagine sono stati già numerosi e i risultati raccolti finora evidenziano come la maggioranza dei partecipanti (circa il 68%) sia consapevole dei crediti che dovrà ottenere.

Rilevanti le risposte alla domanda sul ruolo delle associazioni: circa il 70%, infatti, ritiene che queste potranno ricoprire una funzione strategica nella gestione della formazione, anche in base a quanto prescritto dal nuovo regolamento per la formazione continua.

 

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“Un risultato certamente molto positivo -spiega- ed espressione del puntuale lavoro svolto dalle associazioni, che si impegnano a proporre una formazione di qualità e a costi accessibili ai propri iscritti, impegno che viene evidentemente apprezzato dai fruitori finali”.

“I commenti ricevuti sono altrettanto significativi, espressione -precisa il presidente Mion- della voglia di rimettersi in gioco dei professionisti, anche tornando sui banchi di scuola per affinare le proprie competenze e costruirsi, quindi, nuove opportunità”.

“Fondamentale in questo processo -sostiene- il ruolo delle associazioni, che, grazie alle competenze acquisite, possono divenire sempre più interlocutori privilegiati per quanto riguarda la formazione dei professionisti”.

“Sarà però indispensabile -avverte- trovare il modo di far comprendere a tutti i tecnici l’importanza del curriculum professionale certificato. Solamente il 23% dei partecipanti all’indagine, infatti, afferma di sapere di cosa si tratta”. (Adnkronos)