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Giannini: solidarietà allo studente pestato dai bulli a Roma

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Stefania Giannini, ministra dell’Istruzione, intervenendo alla presentazione #MaiPiùBullismo, programma di Rai2 condotto da Pablo Trincia in onda per quattro settimane, ha detto :”Il ministero dell’Istruzione e la Rai insieme per combattere efficacemente un fenomeno che purtroppo sta dilagando, quello del bullismo, del cyberbullismo e per diffondere una cultura per i nostri ragazzi, ma anche nelle famiglie perché questa è l’alleanza che vogliamo stringere del rispetto e dell’idea che nessun ragazzo deve essere lasciato solo, nessun insegnante deve essere lasciato solo, che il bullo più spesso è più solo di chi è vittima dei fenomeni di bullismo e che non bastano solo le sanzioni.

 

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“Noi abbiamo una task force che da tre anni sta lavorando alacremente tutti quei casi che ci vengono segnalati, l’ultimo quello di Roma, a cui esprimo solidarietà ovviamente, di un ragazzino picchiato all’uscita di scuola in metropolitana”.

Lo ha affermato la ministra dell’Istruzione Stefania Giannini, presentando una campagna di sensibilizzazione contro il bullismo sostenuta da Rai e Miur.

“Chiaramente la scuola è una comunità, che riflette la società esterna. L’aggressività e talvolta la violenza anche verbale ma anche più fisica fanno parte purtroppo della società. I nostri ragazzi però hanno tutta la possibilità essendo i fiori che devono crescere di potersi liberare di questi stereotipi, sono schemi di comportamento che li fanno sentire più forti”.

“La scuola ha un dovere primario, di non lasciar nessun ragazzo, nè che sia vittima o carnefice solo, di non lasciare mai non affrontato il singolo caso”.

Cosi’ come ”Non si devono lasciare soli gli insegnanti”.

Giannini ha espresso la sua personale solidarietà e quella del dicastero da lei diretto al giovane picchiato all’uscita dalla metropolitana a Roma.

    “Il programma serve a iniettare una goccia di consapevolezza nelle famiglie. Le famiglie sono il nostro alleato più importante. Talvolta bisogna scuoterle da una posizione di indifferenza, soprattutto se il ‘bullo’ è in casa”.