“Le scuole fanno dei bandi per cercare supplenti. Ci candidiamo anche noi. La nostra Leonora Numico non ha mai messo piede in una scuola. Ha una laurea triennale in filosofia che non c’entra nulla con l’insegnamento”. Inizia così il servizio dedicato da Report al mondo della scuola, in particolare al tema dell’interpello, “ovvero la possibilità delle scuole di ingaggiare docenti di supplenze – più o meno brevi – attraverso dei bandi”. Il servizio è andato in onda ieri, 25 gennaio, ed è stato oggetto a stretto giro da una replica del ministro Giuseppe Valditara.
La trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci sostiene che ai supplenti individuati attraverso il meccanismo dell’interpello non sia chiesta nessuna competenza particolare. “Incredibilmente nessuno fa un colloquio alla nostra collega. Non importa neanche che non abbia fatto nessun tipo di corso, antincendio o di primo soccorso. La preside non c’è e la vicepreside non si trova. E allora la mandano direttamente in classe”. Precisamente alla prima C di una scuola primaria (rimasta naturalmente anonima) dove la giornalista/docente prende servizio dalle 11.30 alle 16.30.
Una procedura che, secondo Report, rischia di portare in aula persone non qualificate. “Per più di cinque ore Eleonora è stata l’insegnante di 17 bambine e bambini di prima elementare all’insaputa di ignari genitori che credono i figli nelle mani di insegnanti preparati”, si ascolta ancora nel servizio. Nel quale appare anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha annunciato di voler mettere a disposizione della trasmissione tutti i dati richiesti. Dopo alcune anticipazioni della trasmissione, dal MIM è arrivata una nota con alcune precisazioni.
“A seguito della pubblicazione di alcune anteprime della trasmissione Report, si precisa che la riforma del reclutamento dei docenti è stata adottata nell’ambito del PNRR, varata con il decreto-legge n. 73 del 2021 e con il decreto-legge n. 36 del 30 aprile 2022″, si legge nel comunicato. “Si tratta, quindi, di una riforma decisa e approvata dal precedente Governo e concordata con la Commissione europea. Detta riforma prevede espressamente il ricorso a un periodo di formazione abilitante con il riconoscimento di crediti formativi per l’accesso ai concorsi“.
“Questo Governo ha ereditato norme già approvate essendo tenuto a darvi seguito”, scrivono ancora dal dicastero di viale Trastevere. “La riforma decisa dal Governo precedente costituisce infatti un obbligo assunto nei confronti dell’Europa, ad essa è legato il pagamento delle rate del Piano nazionale di ripresa e resilienza da parte della Commissione europea”. Nessuno spazio di intervento, insomma. “Tale riforma non è modificabile successivamente all’approvazione, stante l’espresso divieto di inversione delle milestone stabilito dal regolamento europeo”.
“Il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Commissione”, conclude la nota del ministero dell’Istruzione, “ha consentito il pagamento di numerose rate PNRR del valore di alcuni miliardi di euro. Questo Governo si è dunque trovato ad attuare la riforma garantendo le tempistiche e la qualità del reclutamento”.