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25.09.2025

Giusto parlare di Gaza a scuola? Una prof: “Alcuni genitori si sono lamentati dalla dirigente chiamandomi sinistroide”

Redazione

Giusto parlare di Gaza a scuola? La questione è delicata: una docente di una scuola media di Palermo, come ha denunciato lei stessa su Fanpage, lo ha fatto ma è stata criticata dai genitori, almeno alcuni, che l’hanno definita “sinistroide“.

“All’indomani del 7 ottobre 2023 ho fatto una lezione cercando di spiegare quello che stava succedendo, ma alcuni genitori sono andati a lamentarsi dalla preside definendomi ‘sinistroide’.  Spero che la scuola si riprenda il ruolo che non ha più, quello di educatore”, queste le sue parole.

Da due anni a questa parte, insieme ad altri docenti, la prof ha provato a parlare della Palestina, non senza problemi: “Spero un giorno di poter parlare con gli studenti tranquillamente senza l’assillo della denuncia, del genitore che ti aspetta fuori, della dirigente che ti riprende. Quello di Gaza non è un argomento neutro, non è possibile pensare di affrontarlo senza subire qualche tipo di ritorsione”.

E, sullo sciopero per Gaza del 22 settembre: “È stato un momento emozionante. Ho riconosciuto colleghi, e anche alcuni studenti con i loro genitori. È stato un momento molto forte che ha confermato quanto anche i più giovani abbiano bisogno di esseri informati, e non possiamo ignorare che la scuola abbia un ruolo. La mia partecipazione non è stata accolta con favore dall’istituto, è stata definita ‘politica’. Ma quando sono andata in classe ho spiegato ai ragazzi perché ero assente. Sono rimasti molto colpiti, penso che abbiano bisogno di parlarne e continuerò a farlo, ma non in maniera clandestina”.

La proposta di Usb: mozioni nei collegi docenti

Il sindacato Usb Scuola ha proposto una mozione che i docenti possono sottoporre durante i collegi docenti per chiedere al loro istituto di prendere posizione rispetto a quello che sta avvenendo: “Le istituzioni scolastiche di questo paese devono dichiarare senza mezzi termini che non è più accettabile la distruzione di Gaza e la morte di migliaia di palestinesi, il 30% dei quali bambini – si legge – Chiediamo a tutti voi di condividere con colleghi e colleghe questa mozione, di portarla nei collegi docenti e di inserirla all’ordine del giorno”.

La docente, appena iniziato l’anno, ha chiesto che la discussione sulla mozione fosse messa all’ordine del giorno. Ma senza successo. “La dirigente ha tergiversato, prende tempo, ma io continuerò a chiedere che venga discusso. È un tema troppo importante per lasciarlo fuori dall’aula. Molto dipende dalla dirigente. Se vuole può rendere la vita degli insegnanti molto difficile, ha anche lei il potere di scrivere riguardo la nostra condotta, e lo fa spesso”.

Gaza, chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente

“Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede a Gaza. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto ‘Odio gli indifferenti’, perchè l’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. I bambini stanno morendo: in Palestina 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana”. Lo dice alla ‘Tecnica della Scuola’ Moira Aloisio, della Cub Scuola, nella giornata dello sciopero e delle manifestazioni in 75 piazze d’Italia per chiedere di fermare il genocidio a Gaza.

“La scuola non può essere estranea a una manifestazione di questo genere, sia dal punto di vista dei docenti che dal punto di vista degli studenti. Gli educatori. Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto chiaramente ‘Odio agli indifferenti’. L’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. La scuola non può non vedere quello che succede. I bambini stanno morendo: 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana. Noi, come docenti, come educatori, non possiamo restare indifferenti a tutto questo”, ha detto.

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