Grazie alle disposizioni del Governo Meloni, l’abbandono scolastico prima di arrivare a un diploma sarebbe sceso sensibilmente, addirittura ponendosi sotto all’attuale media imposta dell’Unione europea pari al 10 per cento. A dirlo, domenica 7 settembre, nel corso del Forum Teha a Cernobbio, è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Il numero uno del dicastero bianco ha detto che nell’ultimo periodo “c’è stato un crollo della dispersione esplicita (quindi di chi interrompe gli studi prima di ottenere un diploma o una qualifica e non è iscritto ad altri percorsi di formazione n.d.r.): gli abbandoni scolastici sono all’8,3%, Germania e altri paesi Ue sono sopra il 10. E siamo in anticipo rispetto al 9% fissato per il 2030. Questo risultato è frutto dell’Agenda Sud e del decreto Caivano“.
“Con il decreto Caivano – ha aggiunto Valditara – la scuola ha l’obbligo di segnalare l’evasione scolastica. Se entro una settimana dall’ammonimento il ragazzo non torna a scuola c’è la denuncia” alla famiglia.
Secondo Valditara, con la ‘stretta’ del decreto Caivano e con l’introduzione dell’Agenda Sud, considerando che gli abbandoni maggiori si realizzano al Meridione, il quadro che si è venuto a determinare è diventato chiarissimo: “Se rubi il futuro a tuo figlio per mandarlo a spacciare o fargli lavoro nero sappi che ‘parte l’azione penale’“, ha detto il Ministro.
Complessivamente, secondo Valditara l’istruzione italiana a livello di abbandono della scuola non è così malmessa rispetto agli altri Paesi. Quello che preoccupa, ha sottolineato il Ministro, è il gap Nord-Sud.
“Non è il sistema scolastico italiano ad essere carente – ha detto guardando al test Pisa che valuta le competenze in matematica – l’Italia settentrionale cha un punteggio che supera Paesi Bassi, Finlandia e Germania. E’ al top in Europa. Evidentemente c’è un problema storico molto di lunga durata se il Nord si distacca dal Sud del Paese. Ed è innanzitutto su questo che noi dobbiamo lavorare. È un problema che in parte è anche un grande problema sociale”.
Quindi, sono stati elencati alcuni dati numerici che rappresentano il calo di dispersione esplicita: nella provincia di Napoli prima del decreto, ci sono state 7.359 segnalazioni di ragazzi che non andavano a scuola al termine del percorso scolastico. Dopo il decreto si è scesi a 1.809.
La scuola pubblica ha un effetto positivo mentre molto meno diplomifici caratteristici di alcune scuole paritarie. Esemplare è il dato della Campania, che nelle scuole pubbliche ha una dispersione implicita – quella che misura le competenze reali sui contenuti e non l’abbandono – del 9,1% contro l’8,7% della media italiana. Certo nelle scuole paritarie questo dato sale al 39,3% portando la media regionale al 17,6%. Ma bisogna distinguere: le paritarie cattoliche hanno la stessa media delle scuole pubbliche.