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Gli studenti vogliono “riprendersi la scuola”: il 14 novembre manifestazioni Uds in oltre 30 città

Marco Giuliani

Torna l’autunno, tornano le proteste studentesche: l’Unione degli Studenti ha proclamato per il 14 novembre manifestazioni studentesche in oltre 30 città italiane: l’UdS, membro del Forum delle Associazioni Studentesche, ha presentato una piattaforma politica articolata in sei punti: didattica e valutazione; diritto allo studio; edilizia scolastica; rappresentanza studentesca; transfemminismo e benessere psicologico; Rapporto scuola-lavoro.

L’agenzia Ansa scrive che il coordinatore nazionale dell’UdS, Tommaso Martelli, ha duramente criticato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: il ministro, ha detto, “vuole plasmare la scuola a suo piacere per renderla funzionale ai progetti del governo, rendendo gli studenti menti alienate e senza pensiero critico. Quando gli studenti esprimono dissenso, l’unica risposta che trovano è la repressione.

Martelli ha aggiunto che “ci vogliono pronti a farci sfruttare, incapaci di scegliere, persino pronti alla guerra”, facendo riferimento al dibattito sulla reintroduzione del servizio di leva.

Tramite un post pubblicato il 21 ottobre 2025 sul profilo Instagram ufficiale dell’UdS (@unionedeglistudenti), l’organizzazione ha spiegato il senso politico della giornata: “Il 14 novembre rappresenta il punto di caduta di un ampio percorso di mobilitazione che vuole finalmente mettere alle strette il governo Meloni e il ministro Valditara.”

L’UdS lega le proprie battaglie anche a temi sociali e internazionali, come la solidarietà al popolo palestinese. In un post precedente sempre sul profilo Instagram dell’Uds, con data il 18 ottobre 2025, il sindacato ha denunciato “l’indifferenza del governo italiano di fronte al genocidio in corso”.

Nel documento “Saperi liberi per studenti liberi” pubblicato su Left.it il 15 novembre 2024, l’UdS aveva già tracciato la sua visione di scuola pubblica, critica e democratica.

L’organizzazione chiede: una didattica più partecipata e meno nozionistica; investimenti urgenti per la sicurezza e l’accessibilità degli edifici scolastici; borse di studio e trasporti gratuiti per garantire il diritto allo studio; rappresentanza reale degli studenti negli organi decisionali; servizi psicologici permanenti negli istituti; una revisione del PCTO per tutelare la sicurezza dei giovani nei luoghi di lavoro.

In un contributo pubblicato su Articolo33, articolotrentatre.it, nell’aprile 2025, Martelli sottolinea come “la fase che stiamo attraversando si distingue per l’attacco verso i corpi intermedi, tramite la disintermediazione e la delegittimazione degli spazi di rappresentanza”.

I cortei di protesta e le assemblee del 14 novembre – che vogliono denunciare “anni di tagli, edilizia fatiscente, carenza di psicologi scolastici e una scuola sempre più aziendalizzata” – si svolgeranno in oltre 30 città, tra cui Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze, Bari e Palermo.

È probabile che nei prossimi giorni alla mobilitazione del 14 novembre si uniscano anche altre associazioni studentesche.

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