Il 2026 sarà l’anno dell’aggiornamento delle GPS e migliaia di docenti attendono l’avvio della procedura, previsto nelle prossime settimane. Per quanto riguarda la nuova ordinanza ministeriale, cosa prevede? Le innovazioni per il prossimo biennio? Saranno in grado di soddisfare le richieste dei docenti? A rispondere, nel corso dello speciale sulle GPS, il segretario nazionale della Cisl Scuola Attilio Varengo:
“Il grande lavoro fatto, la grande collaborazione che c’è stata quest’anno tra Ministero e organizzazioni sindacali penso abbia condotto ad una formulazione dell’ordinanza ministeriale che per alcuni aspetti è decisamente migliorata rispetto al passato”.
“Una prima novità riguarda l’aggregazione di ore. La bozza delle GPS contiene una novità. Che cosa significa questo? Significa che una volta abbinate le operazioni di immissioni in ruolo e quelle destinate alle assunzioni in ruolo, i dirigenti scolastici che dovessero avere ancora disponibili frazioni di posti o frazioni di cattedra, i famosi spezzoni superiori alle 6 ore o comunque se inferiori alle 6 ore, questi spezzoni prima devono essere offerti al personale interno in possesso di abilitazione e specializzazione.
Diciamo che gli spezzoni che residuano vengono immediatamente comunicati all’ambito territoriale, il quale quest’anno procederà all’aggregazione delle ore. E questo che cosa dovrebbe portare? Beh, innanzitutto l’aggregazione finalizzata alla creazione di posti orari con una disponibilità di ore maggiore e quindi una migliore economicità“.
“Alcune preoccupazioni sono quelle che riguardano, per esempio, le modalità con le quali gli ambiti territoriali andranno a integrare questi spezzoni. Problemi, preoccupazioni non dovrebbero essercene perché il metodo, i criteri che seguiranno meglio gli ambiti territoriali saranno quelli utilizzati per la creazione delle cattedre orarie esterne e cioè scuole viciniori prima di tutto, non più di tre scuole e soprattutto non più di due comuni. Quindi restano le regole consolidate per quello che riguarda la determinazione degli organici”.
“Un altro passo in avanti riguarda il completamento orario. Sapete come il completamento orario nella precedente versione dell’ordinanza ministeriale potesse avvenire senza spezzare i posti. Oggi, almeno dalle graduatorie di istituto, i dirigenti scolastici potranno anche spezzare le disponibilità per offrirle per appunto ai supplenti già impegnati, ma non su orario completo. Questo dovrebbe anche consentire, per appunto una migliore economicità dei posti e minori, diciamo così, rinunce agli stessi”.
“E poi, la grande novità che riguarda il ripescaggio. Fino all’anno corrente c’era il fenomeno delle rinunce collegate al numero delle sedi o di classe di concorso che i docenti andavano ad indicare nella propria istanza delle 150 scuole. Oggi abbiamo modificato l’algoritmo in modo che se all’esito del turno di nomina in cui ciascun aspirante sarà interessato, l’aspirante stesso dovesse uscire senza alcuna supplenza, piuttosto che essere considerato rinunciatario, perché per esempio c’era ancora un posto, ma l’aspirante stesso non l’ha indicato come proprio propria scelta come propria preferenza, ecco che il nome dell’aspirante verrà ripreso in considerazione nel turno successivo e questo farà sì che insieme alle aggregazioni dei posti, delle ore, degli spezzoni che determinano evidentemente una crescita delle economicità dei posti e anche dei posti insieme alla possibilità di frazionamento per quello che riguarda le graduatorie di istituto e insieme a questo fenomeno, a questo meccanismo del ripescaggio, i nostri colleghi quest’anno potranno contare su un algoritmo meno ostile, un po’ più amichevole in modo da venire incontro alle esigenze anche personali nelle scelte apposta delle scuole”.