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Gps, sì alla supplenza anche se inseriti con riserva

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Sono pervenute alcune segnalazioni da parte di docenti inseriti con riserva nelle Gps in quanto in attesa di riconoscimento del titolo estero, ai quali alcune istituzioni scolastiche, su indicazione dell’ufficio scolastico territoriale, stanno revocando l’incarico di supplenza, risolvendo il relativo contratto, in ragione dell’inserimento con riserva che, a loro dire, non darebbe diritto al conferimento dell’incarico. E’ opportuno fare un po’ di chiarezza. 

L’inserimento con riserva nelle GPS

L’art. 7 dell’OM 60/2020 prevede che, qualora il titolo di accesso sia stato conseguito all’estero, ma sia ancora sprovvisto del riconoscimento richiesto in Italia ai sensi della normativa vigente, occorre dichiarare di aver presentato la relativa domanda alla Direzione generale competente entro il termine per la presentazione dell’istanza di inserimento per poter essere iscritti con riserva di riconoscimento del titolo.

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Alla luce di detta previsione dell’OM 60/2020, moltissimi aspiranti che avevano conseguito all’estero il titolo di laurea, l’abilitazione all’insegnamento o il titolo di specializzazione su sostegno, hanno allegato alla domanda di inserimento in GPS la documentazione comprovante il conseguimento del titolo e la richiesta di riconoscimento dello stesso in Italia e, conseguentemente, sono stati inseriti con riserva nelle graduatorie provinciali.

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Sono stati inseriti con riserva nelle Gps anche molti altri aspiranti che, sebbene privi di idoneo titolo di accesso, per la prima piuttosto che per la seconda fascia, hanno proposto ricorso giurisdizionale ed hanno ottenuto un provvedimento cautelare ai fini dell’inserimento con riserva in graduatoria.

La circolare sulle supplenze per l’a.s. 2020/2021

Con la circolare del 5 settembre, prot. 26841, nel dare disposizioni di dettaglio sulle operazioni di conferimento degli incarichi di supplenza, annuale e temporanea, il Ministero ha avuto modo di precisare che il contratto di lavoro a tempo determinato, cui l’aspirante sia chiamato in dipendenza dell’inserimento con riserva nella relativa graduatoria provinciale o d’istituto, dovrà contemplare apposita clausola risolutiva espressa, condizionata alla definizione del giudizio in termini favorevoli all’Amministrazione.

Orbene, a parere di alcuni uffici scolastici territoriali, la predetta ipotesi sarebbe applicabile solo ai docenti inseriti con riserva in Gps in virtù di provvedimenti cautelari e non pure ai docenti inseriti con riserva direttamente, secondo quanto previsto dal citato art.7 dell’OM 60/2020.

A nostro parere, la lettura restrittiva che propongono detti uffici è assolutamente illogica e rischia di determinare gravi disparità di trattamento, oltre che la violazione del diritto al lavoro dei docenti inseriti in graduatoria in virtù di una espressa previsione dell’OM 60/2020.

Non si comprende, infatti, quale differenza possa intercorrere, ai fini della stipula del contratto di supplenza, tra l’aspirante – addirittura privo di titolo idoneo per l’accesso in Gps – inserito con riserva in virtù di un provvedimento cautelare, e l’aspirante in possesso del titolo idoneo, ma conseguito all’estero ed in attesa di riconoscimento da parte del Ministero, inserito direttamente in Gps con riserva per espressa previsione dell’OM 60 senza nemmeno aver dovuto proporre ricorso giurisdizionale.

Appare evidente, a nostro avviso, che anche quest’ultima categoria di docenti abbia diritto, come i primi, alla stipula del contratto di supplenza, naturalmente con l’apposizione della clausola risolutiva espressa, condizionata alla definizione del procedimento di riconoscimento del titolo conseguito all’estero.

Invero, l’inserimento in graduatoria con riserva deve attribuire le medesime utilità ad essa connaturate e discendenti, ivi incluse la destinazione di proposte di assunzione a tempo determinato.

La posizione assunta in merito da alcuni uffici scolastici rischia quindi di innescare l’ennesimo contenzioso, di cui la scuola non ha proprio bisogno, e pertanto sarebbe più che opportuno un intervento a chiarimento da parte degli uffici centrali del Ministero.

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