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L’allarme di Nicola Gratteri: “I governi non hanno mai veramente investito sulla scuola. I docenti ultima spiaggia”

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Secondo il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, parlando nel corso della rassegna “Legal Economy”, promossa dall’Istituto tecnico commerciale “Grimaldi Pacioli” del capoluogo calabrese e incentrata anche sulla legalizzazione delle droghe leggere e sul rapporto ndrangheta – massoneria, la scuola italiana è sempre più blanda.

Troppi caproni laureati

«I governi che si sono succeduti negli ultimi decenni hanno investito sempre meno in istruzione» e questo «è un male per la nostra nazione». «Parlo di istruzione prima che di cultura – ha proseguito – perché l’istruzione è la prima cosa, fornendo ai ragazzi gli strumenti per apprendere. Oggi vedo che c’è una scuola sempre più blanda, più leggera, oppure assistiamo a tanti “caproni” che si laureano in legge anche perché c’è un sistema che assegna i contributi alle Università in base al numero degli iscritti. Questo – ha spiegato Gratteri – è un male per la nostra nazione, soprattutto rispetto a tante altre nazioni. È colpa soprattutto della politica: sia chiaro, non sto salvando nessuno negli ultimi 25 anni».

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Secondo il procuratore, si legge su lacnews24.it, «c’è stato poi in generale negli ultimi decenni un abbattimento della morale e dell’etica, una scostumatezza che porta ad avere anche genitori “animali” che vanno negli istituti scolastici e aggrediscono gli insegnanti: questa è la forma peggiore di educazione, perché se il ragazzo appartiene a una famiglia perbene si chiude nella sua stanza guardando solo internet o il cellulare, se è il figlio di mafioso la sua cultura mafiosa viene ulteriormente alimentata. Ecco perché insisto sempre sulla scuola a tempo pieno. Gli insegnanti italiani sono l’ultima spiaggia per costruire il cammino degli studenti e però sono i peggio pagati dopo quelli della Grecia. La mia paura è che stiamo crescendo ragazzi abbandonati loro stessi»