Il provvedimento è stato proposto dal consigliere Silvio Magliano al Consiglio Regionale del Piemonte, che si pone così in prima linea in questo ambito, introducendo una serie di misure concrete rivolte in particolare ai giovani, ma applicabili anche ad altre fasce d’età della popolazione. Tra le novità principali figurano l’istituzione di un Osservatorio regionale sull’isolamento sociale, l’istituzione della “Giornata dell’ascolto”, il 21 ottobre, e un finanziamento triennale di 20 mila euro all’anno fino al 2027 per sostenere attività e campagne di prevenzione.
L’Osservatorio avrà il compito di monitorare le situazioni di ritiro sociale presenti sul territorio piemontese, raccogliere dati, proporre iniziative di sensibilizzazione e formulare raccomandazioni alla Regione tramite una relazione annuale.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha descritto l’isolamento sociale e la solitudine come una questione globale di salute pubblica; i ricercatori dell’Università di Yale hanno ipotizzato che l’avvento di Internet e il declino delle interazioni faccia a faccia potrebbero essere alla base della diffusione globale dell’hikikomori.
Secondo i dati forniti dall’Istat relativi al 2023, in Italia circa il 13% della popolazione non dispone di una rete di supporto su cui contare; tra i giovani, il 18% riporta esperienze di isolamento sociale. In Piemonte, nello stesso anno, una scuola su tre ha segnalato almeno un caso di studente in condizione di ritiro sociale o a rischio, per un totale di 149 casi noti.
L’Istituto di Ricerche Economico-Sociali – Ires del Piemonte conferma un aumento significativo dei sintomi ansioso-depressivi tra i giovani, spesso correlati ad atti autolesivi e isolamento. Inoltre, negli ultimi vent’anni, i servizi di neuropsichiatria infantile pubblica hanno osservato una crescita costante dei minori (0-18 anni) in carico per problematiche legate alla salute mentale.
L’isolamento sociale non riguarda solo l’età evolutiva: a livello nazionale, il 25% degli over 75 non dispone di una rete di supporto, percentuale che supera il 33% tra gli ultraottantenni.
La legge piemontese rappresenta un primo tentativo di risposta istituzionale e si pone come una buona pratica per fare fronte ad un fenomeno che ha assunto dimensioni preoccupanti, soprattutto dopo la pandemia da Covid-19.
L’efficacia degli interventi previsti dipenderà dalla reale possibilità di applicare le misure contenute nella legge, dal livello di coordinamento con i servizi sanitari e scolastici e grazie ad un monitoraggio continuo.
Sarà anche l’occasione per sensibilizzare la cittadinanza e mettere in luce tutte le associazioni attive nel contrasto all’isolamento. Una legge come quella approvata in questi giorni in Piemonte potrà permette ai cittadini di potersi rivolgere personalmente, telefonicamente, via social o web, per richiedere aiuto nella lotta contro isolamento sociale e solitudine.