Home Personale I furbetti della Legge 104 hanno le ore contate

I furbetti della Legge 104 hanno le ore contate

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Il Governo torna alla carica per stanare coloro che abusano dei permessi presi dal personale per motivi di salute propria o di assistenza a parenti o affini con una patologia invalidante. A distanza di tre mesi dalle prime dichiarazioni di “guerra”, contro l’uso sconsiderato di tali ore, il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, ribadisce la posizione parlando del caso di una docente che nei tre giorni di permesso mensile, cosiddetto 104, non assisteva nessuno ma partecipava a gare europee di ballo.

“Abbiamo avviato un procedimento disciplinare nei confronti della docente indagata – ha spiegato Faraone – perché avrebbe utilizzato i permessi previsti dalla Legge 104 per partecipare a gare di tango in alcune città europee. È doveroso fare chiarezza e far pagare, una volta accertate le responsabilità, chi sbaglia, usando uno strumento di civiltà per i propri scopi, danneggiando gli alunni e di chi veramente ne ha bisogno”. Il ‘renziano’ ha aggiunto che “dopo aver effettuato il monitoraggio sull’uso della legge, ora disporremo verifiche e controlli adeguati per stanare i furbetti della 104. Per questo – ha annunciato – abbiamo convocato per la settimana prossima un tavolo tecnico al Miur nel quale discuteremo le azioni che dirigenti scolastici e uffici scolastici regionali possono intraprendere per raggiungere questo obiettivo”.

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Il Governo intende quindi dire stop all’utilizzo distorto dei permessi. Anche perchè rappresentano un reato vero e proprio. Pure i numeri dicono che in certe zone esiste una presenza eccessiva di beneficiari. Un boom di dipendenti con la fatidica ‘104’, che fa anche tanto arrabbiare. Oltre che sovraccaricare di lavoro, i colleghi onesti.

“Con il monitoraggio abbiamo notato dati anomali e macroscopiche differenze tra regioni e province – ha continuato – un po’ ovunque in Italia: il Piemonte e il Veneto hanno le percentuali più basse di beneficiari tra i docenti di ruolo (rispettivamente l’8,96% e il 9,71%), mentre la Sardegna e l’Umbria raggiungono il primato con il 18,27% e il 17,17%, con picchi del 28,58% nella provincia di Cagliari e del 18,02% in quella di Perugia”.

 

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“E le cose – continua il rappresentante del Governo – non vanno meglio per il personale Ata: anche qui l’Umbria si conferma alta in classifica con il 26,27% di beneficiari, seguita dal Lazio con il 24,78% ma a livello provinciale danno da pensare i dati delle provincia di Sondrio con il 33,71% di titolari di benefici della legge 104 e Oristano con il 28,97%”. “Adesso, si tratta di mettere a disposizione delle scuole gli anticorpi per fronteggiare un uso distorto della legge 104. Dobbiamo essere intransigenti. Chi truffa, chi non rispetta questa legge, lo fa a discapito di chi ha bisogno, della continuità e della qualità didattica. La scuola – ha concluso Faraone – è un luogo in cui ragazzi imparano non solo nozioni ma anche il senso civico. Dobbiamo garantire che sia effettivamente così”.

Insomma, il concetto è chiaro: basta abusi. Ora si attendono le disposizione che il Miur invierà ai dirigenti scolastici. A meno che il Governo non intenda approvare un dispositivo di legge ad hoc, ma in tal caso i tempi di approvazione e di attuazione del progetto si allungherebbero non di poco.

 

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