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I prof scrivono ai politici dopo il raid nel centro scolastico: non siete diversi dai vandali

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Succede a Vimercate (in provincia di Milano). Così come racconta il “Corriere della Sera”, una triste vicenda riguarda il polo scolastico alla periferia della città. A metà fabbraio i ragazzi, arrivati per le lezioni hanno trovato devastazione: finestre rotte, materiale tecnologico rubato, danni per decine di migliaia di euro. Il degrado è sotto gli occhi di tutti, studenti e insegnanti.

Una docente ha scritto a tutte le istituzioni, puntando il dito e chiedendo interventi immediati.

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La lettera, preparata da Claudia De Salvo, è indirizzata al ministro alla pubblica istruzione, alla Regione, alla Provincia e al sindaco di Vimercate: lei ha preparato il testo, quaranta colleghi l’hanno sottoscritto: “Vi scrivo per chiedervi conto, a fronte della prova di civiltà che dai nostri studenti abbiamo avuto, della straordinaria e vergognosa latitanza dell’amministrazione di cui Voi siete incaricati. Il Centro scolastico omnicomprensivo di Vimercate è di proprietà della Provincia di Monza Brianza e ospita una popolazione di circa quattromila persone. Di queste quattromila persone a nessuno degli amministratori preposti a vario titolo alla gestione, custodia, cura e salvaguardia della struttura pare importare alcunché. La struttura necessita in molte parti di numerosi interventi di manutenzione, chiunque può entrare nel plesso. Succederà ancora, se questa Amministrazione non si deciderà a riconoscere come cosa pubblica le nostre scuole, e come bene pubblico il lavoro che vi si svolge. Di fronte all’abominio dell’ostentato disprezzo vandalico per tutto ciò che è cultura, formazione, consapevolezza, dico ai ragazzi che alla barbarie che avanza va opposto un surplus di civiltà. E i ragazzi capiscono, eccome se capiscono. Capirete anche voi, dai vostri uffici di pubblici amministratori? Darete anche voi, finalmente, una prova di civiltà, dando alla nostra scuola e al lavoro che vi si fa il dovuto rispetto? Non a parole, ma con decisioni, investimenti e atti?”

Non si è fatta attendere la risposta delle Istituzioni. La Provincia ha risposto così: “Questa è una denuncia — ha chiarito il presidente Gigi Ponti — noi preferiamo invece cercare di spiegare la complessità delle cose. Che ad esempio partono dal fatto che la Provincia i soldi per le manutenzioni non li ha. E che qualcuno ha deciso non ne dovesse avere attraverso le diverse leggi di bilancio degli ultimi anni. Abbiamo chiesto in tutti i modi, sono arrivato a fare una denuncia preventiva alla procura per sottolineare i tagli insostenibili che lo Stato ha imposto alle Province affinché vengano valutate eventuali condotte illecite omissive o commissive. Le poche risorse che ci sono al momento vanno divise tra tutti gli istituti di cui dobbiamo occuparci”.

 

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