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I sindacati a Carrozza: basta indugi, è l’ora di battere i pugni sul tavolo!

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Basta tagli, basti indugi, basta con le promesse. È il concetto di fondo che i sindacati più rappresentativi hanno espresso al ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, nel corso del primo incontro, tenuto al Miur il 1° luglio. La qualità della scuola deve essere un punto centrale per il Governo, hanno spiegato i rappresentanti dei lavoratori. Sottolineando al ministro che è giunto il momento di attuare interventi concreti da prendere con estrema celerità.
“Servono – ha osservato il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna – maggiori risorse e un riequilibrio nel rapporto spesa per istruzione/spesa pubblica per riportarlo agli standard dei Paesi europei più sviluppati. Serve anche la stabilità degli organici e del personale e la sburocratizzazione e sostegno all’autonomia scolastica”.
Al ministro Carrozza, i sindacati hanno sollecitato le circa 5.300 immissioni in ruolo del personale Ata dell’anno appena terminato, messe in stand by in attesa dell’evoluzione normativa sui docenti inidonei. Hanno poi chiesto che con l’avvio dell’anno scolastico si porti a termine il piano di assunzioni approvato nel 2011, l’attivazione dei tirocini formativi riservati, organico stabile e pluriennale, interventi correttivi sulla legge Fornero. Una norma, quest’ultima, ha sottolineato Di Menna, “particolarmente iniqua per il personale della scuola”.
“Si faccia attenzione – ha sottolineato poi il segretario generale della Uil Scuola – a rispettare i tempi delle scuole. Sono proposte concrete e fattibili, decisioni – ha aggiunto – che il ministro e il Governo devono prendere subito. Davvero concreto deve essere il riconoscimento del valore del lavoro che si svolge nelle scuole”. Per la Uil Scuola il ministro “deve battere i pugni sul tavolo ed evitare che l’ulteriore blocco del contratto e delle retribuzioni rimanga come un macigno a impedire ogni buona intenzione”.
I sindacati reputano inaccettabile, quindi, una discussione contrattuale che sia limitata alla parte normativa. “Abbiamo espresso la nostra indisponibilità a occuparci del contratto se ci si limita soltanto all’aspetto normativo senza considerare il capitolo stipendi”, ha detto il coordinatore della Gilda degli insegnanti, Rino Di Meglio.

I sindacalisti si sono anche soffermati sulla copertura degli scatti di anzianità, da adottare a tutti i costi, per il terzo anno consecutivo, malgrado il blocco per tutto il pubblico impiego. Sempre il leader della Gilda ha sottolineato il grave vulnus rappresentato da questa incertezza: “abbiamo chiesto l’immediata certificazione dei risparmi destinati a finanziare le progressioni di carriera 2012 e – prosegue Di Meglio – Carrozza ha dichiarato che l’operazione sta partendo. La condizione economica e morale degli insegnanti è diventata ormai intollerabile e, se la questione degli scatti non troverà una rapida soluzione, – assicura il coordinatore nazionale della Gilda – a settembre saremo pronti a dare battaglia per difendere i diritti dei docenti”.
Per quanto riguarda i precari, la Gilda ha invitato il Ministro a non favorire una guerra tra poveri e a liberare le risorse per le immissioni in ruolo su tutti i posti disponibili. “Guardare all’Europa – afferma il leader della Gilda – significa anche rivedere il nostro sistema di reclutamento che è il più complicato e lungo e produce gli stipendi più bassi”. Il sindacato ha inoltre posto l’accento sulla necessità di semplificare la normativa, istituendo una piattaforma informatica unica per le scuole “in grado di realizzare la totale trasparenza sulla spesa relativa alla contrattazione integrativa e sul sistema di nomina dei precari”. In conclusione, i sindacati hanno chiesto efficaci soluzioni su questi punti: completamento delle assunzioni previste dal piano triennale, a partire dalle nomine del personale a.t.a. per l’a.s. 2012/13; scatti di anzianità 2012; normativa su docenti inidonei; pensionamento “quota 96”; reclutamento. “Su questi argomenti – ha spiegato il leader della Cisl Scuola, Francesco Scrima, la Ministra ha confermato gli impegni già dichiarati nella replica al Parlamento ed ha assicurato una riconvocazione per fornire risposte precise”.
Deluso il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, secondo cui dal Ministro “non sono stati presi impegni concreti. Per la Flc il tempo delle parole è scaduto”. Anche per Pantaleo è prioritario “dare una risposta all’emergenza salariale dei lavoratori. Non ci sembra che il blocco dei contratti fino al 2015 e il congelamento degli scatti di anzianità vadano in questa direzione. L’immobilismo che rileviamo nelle ultime settimane dalla nomina del nuovo governo non può protrarsi oltre: ci attendiamo risposte, impegni certi e un confronto vero con il sindacato”.
Le richieste dei sindacati non devono aver sorpreso il ministro Carrozza. Che ha parlato di “un primo incontro proficuo e costruttivo”. E poi ha aggiunto: “ho voluto ribadire il mio impegno affinché la scuola e l’istruzione siano temi centrali nell’agenda del governo. Con i primi provvedimenti dell’esecutivo abbiamo già registrato un’ inversione di tendenza, ma sono consapevole della necessità di proseguire su questo cammino, come ho avuto modo di sottolineare nelle linee guida presentate nell’audizione congiunta delle Commissioni Istruzione di Camera e Senato”, ha affermato il Ministro.
“A questo primo incontro – ha concluso Carrozza – ne seguiranno a breve degli altri per approfondire le tematiche emerse oggi e per avviare un confronto serio e costruttivo che abbia al centro la valorizzazione della scuola”.
Resta ora da vedere cosa accadrà nei prossimi giorni. Quando si entrerà nel merito delle singole questioni. Su cui pesano, come un macigno, la scarsità di fondi a disposizione e lo spauracchio di
una seconda spending review. Già dopodomani è in programma un nuovo incontro sui Tfa speciali: i sindacati chiedono all’unisono di includere fra le tre annualità utili anche quella dell’a.s. 2012/13. Se non vorrà compromettere sin d’ora i rapporti, la Carrozza non dovrebbe opporsi.