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I supplenti senza stipendio da mesi al Ministro: indaghi sui ritardi, pronti a rivolgerci all’Ue

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Non si placano le polemiche sui ritardi di pagamento dei supplenti temporanei. Dopo le denunce dei giorni scorsi dei sindacati, in particolare dell’Anief, la replica del ministro Giannini, nel corso di un question time alla Camera, che ha additato le scuole di inviare al Mef spesso con ritardo o incomplete le dovute comunicazioni, con la piccata controreplica della Flc-Cgil (“cosa c’entrano le scuole dal momento che tutte denunciano questo fenomeno?”), stavolta sono i diretti interessati a farsi sentire: in 4.150, docenti e Ata, si sono rivolti direttamente al ministro Giannini reclamando, oltre agli stipendi arretrati, anche “una indagine interna urgente” sui motivi dei ritardi.

I supplenti hanno costituito il gruppo Facebook “Supplenti della scuola per la qualità e dignità del lavoro”, attraverso il quale hanno effettuato un primo monitoraggio sugli arretrati non pagati. Hanno quindi deciso di inviare l’ultimatum al responsabile del Miur: se la situazione dei mancati pagamenti dovesse perdurare anche nei prossimi giorni, nel mese di luglio valuteranno se presentare un esposto, corredato da relativo dossier, agli uffici competenti dell’Unione Europea.

Detto questo, chiedono anche di verificare di chi è la colpa di tutto ciò. “Il ministro Giannini – spiegano – ha dichiarato che i ritardi degli stipendi ai supplenti temporanei sono colpa delle scuole. Un sindacato ha risposto che i ritardi sono dovuti ai ministeri. Un altro sindacato aveva invece dichiarato mesi fa che le colpe sono da dividere al 50%. Sembra una macchietta teatrale, ma questo indecoroso rimpallo di responsabilità è pura ed attuale realtà nella scuola di oggi”.

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“Il quesito nasce spontaneo: si tratta di pressapochismo e/o faciloneria delle segreterie scolastiche, oppure si tratta di malafede di alti burocrati di viale Trastevere che informano male il ministro? Il mistero è facilmente risolvibile aprendo un’istruttoria interna” affermano i supplenti, che offrono al ministro una lista di scuole che si trovano in debito di mensilità arretrate con i supplenti temporanei.

Il ministro, per il momento, ha espresso solo una certezza: dal prossimo mese di gennaio i ritardi diventeranno davvero limitati, perché l’assegnazione delle spettanze per le supplenze temporanee sarà affidato al sistema NoiPa.