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Il Cardinale Bagnasco: “Dare ragione della centralità della scuola con lucidità e lungimiranza”

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Si sono conclusi i lavori del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana. I lavori si erano aperti lunedì con la prolusione del Presidente Cardinale Angelo Bagnasco con un passaggio molto significativo al mondo della scuola. Dopo aver rivolto un augurio per il nuovo anno scolastico, Bagnasco ha detto che “la scuola si trova spesso coinvolta in polemiche e vicissitudini anche serie, che tuttavia restano ai margini rispetto al bonum che, in questa istituzione nevralgica, è rappresentato dal processo di crescita umana e dallo sviluppo della conoscenza nei protagonisti principali che sono gli studenti. A loro il nostro pensiero affettuoso e pieno di fiducia: imparino a pensare in autonomia e senso critico, sappiano infatti che è questa l’attitudine principale di libertà e responsabilità, ed è anche l’intelaiatura su cui può proficuamente poggiare l’esperienza comunicativa e l’esposizione mediatica. A loro associamo gli insegnanti e tutto il personale amministrativo e tecnico della scuola italiana”.

 
Il porporato ha poi sottolineato il ruolo della famiglia, che insieme alla scuola, è “garante dell’impresa qualitativamente più importante e sacra di ogni comunità: la cura educativa, culturale e intellettuale delle nuove generazioni”.
Infine una richiesta alla classe politica e amministrativa: “dare ragione della centralità della scuola, con lucidità e lungimiranza, adottando decisioni di equità e di giustizia rispetto a tutte le esperienze proficuamente attive, dalla scuola materna all’università, valorizzando anche il patrimonio della scuola cattolica e sostenendo il diritto dei genitori di scegliere l’educazione per i propri figli”.
Nella conclusione del suo ragionamento, il cardinale Bagnasco torna sul ruolo e la funzione della scuola paritaria: “ogni volta che una scuola paritaria è costretta a chiudere, ne deriva un aggravio economico per lo Stato e una ferita per la scuola nel suo insieme”.