Marta Abba racconta oggi su Wired – la nota rivista che dedica moltissimo spazio all’innovazione e al digitale – al tema del divieto d’uso dello smartphone durante l’orario scolastico anche nelle scuole superiori che entra in vigore con l’avvio delle lezioni.
Un rompicapo
L’articolo di Wired fa una rassegna delle problematiche che le scuole sono chiamate ad affrontare quello che viene chiamato “rompicapo” e così le riassume
- Problema logistico organizzativo: dove li mettiamo? L’articolo di Wired segnala le diverse posizioni esistenti ma decisamente sottolinea il fatto sarebbe meglio non sequestrare gli smartphone agli studenti (per riporli in tasche, cassetti, contenitori) ma semplicemente vietarne l’uso. Certo, controllarne l’uso durante la ricreazione – sottolinea un docente di una scuola di Firenze – sarà sostanzialmente impossibile.
Insomma, forse si chiuderà un occhio.
- Autonomia scolastica in pericolo. L’articolo di Wired riporta il parere di Massimiliano De Conca, segretario generale Flc Cgil Lombardia, che dice: “con questa circolare il ministro svilisce fortemente il ruolo educativo delle scuole. Si tratta dell’ennesima mortificazione della figura degli insegnanti e di “un commissariamento della libertà dei collegi docenti e dei consigli d’istituto”.
- Lo smartphone è un distrattore? La risposta di un docente – molto simile alle tesi di Matteo Lancini e di moltissimi altri esperti – sostiene che “se un ragazzo ha un rapporto di dipendenza dalla tecnologia, non è perché usa il cellulare a scuola, ma perché lo ha in mano tutto il resto della giornata, soprattutto di sera e di notte. E lo stesso problema lo hanno gli adulti”.
- Come imparare ad usare criticamente lo smartphone senza smartphone? L’ultima questione ha a che fare con la didattica. Wired riporta il parere di Giannelli, segretario ANP, che sostiene che con il PNRR e scuole si sono dotate di moltissimi altri strumenti per lavorare in e nel digitale (tablet, notebook, computer desktop, visori, smartTV, sistemi immersivi, ecc.) Ma riporta anche il pare di chi sostiene che in realtà pare illogico vietare l’uso dell’unico strumento che poi gli studenti utilizzano continuamente durante la giornata, ovvero gli smartphone.
Una sfida per l’agire educativo
Come si vede il dibattito (che Tecnica della scuola sta seguendo riportando tutte le molte e diversificate prese di posizione sul tema) si fa intenso e interpella il senso stesso dell’agire educativo. Chiamato ad agire mettendo in campo responsabilità, regole, autonomia, spirito critico.
Una grande sfida.