Home Personale Il “merito”? Si assegna a punti

Il “merito”? Si assegna a punti

CONDIVIDI

Sul sito del comprensivo Francesco Jerace di Polistena, nella Piana di Gioia Tauro, è stata pubblicata una dettagliata tabella, approvata all’unanimità dal comitato di valutazione, con tutte le voci e sotto voci scelte per individuare gli insegnanti modello. Una griglia da cui si capisce non solo cosa dovrebbero fare maestre e prof che aspirano al bonus. Ma anche cosa non devono fare, pena la decurtazione di punti preziosi: meno due per ogni consiglio d’istituto o collegio docenti saltato. Meno cinque in pagella a chi rinuncia a incarichi extra che riguardano l’organizzazione. Stesso pegno per chi accumula un numero elevato di assenze, anche per malattia.

La Repubblica riporta questa singolare iniziativa presa nella scuola calabrese dove il “merito” è riconosciuti a “punti” come con la patente di guida.  Un criterio come un altro per riconoscere il famigerato bonus? Forse. Infatti mentre molte scuole si stanno muovendo in ordine sparso e in piena autonomia, fra chi sceglie di privilegiare gli insegnanti che portano gli studenti a teatro e chi dà punteggi altissimi ai prof che riescono a far sposare didattica e tecnologia, allo “Jerace” si è scelta questa strada, brutta in vero e poco edificante per dei professionisti, come gli insegnanti sono. E infatti a segnalarlo sono stati i ‘Partigiani della scuola pubblica’.

Icotea

E le polemiche, scrive Repubblica,  degli insegnanti non si contano. A fare indignare chi lavora ogni giorno con gli studenti è soprattutto un elenco di voci che dovrebbero valutare i “rapporti di relazione” dei prof. Sono contemplati solo numeri negativi: in caso di “rapporto conflittuale” con il dirigente scolastico, con gli studenti, con i genitori o gli insegnanti saranno decurtati fino a cinque punti (cumulabili). Ma sotto esame ci sono anche eventuali battibecchi con i “soggetti del territorio”. Una categoria che dice tutto e niente, che però potrà essere decisiva sull’arrivo del bonus o meno sullo stipendio. “E chi sono queste persone? Sindaci, assessori, parroci – protestano i professori sul web -, e con che diritto il comitato di valutazione, presieduto dal dirigente, sarà il giudice di questo conflitto?”.