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Il nero delle lezioni private

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Fare lezioni private nel mondo della scuola è visto da molti come l’arte dell’arrotondare lo stipendio statale. Ma non sempre è così, infatti, universitari vicini alla laurea, aspiranti insegnanti, neolaureati e precari di ogni tipo sono alcuni dei protagonisti di questo impiego che a volte rivela importi economici non disprezzabili. 
Qualche tempo fa nella trasmissione di Ballarò, programma televisivo in onda su Rai tre, Paolo Mieli disse che se un insegnante nel fare lezioni private dovesse pagare le tasse, il prezzo della sua lezione aumenterebbe e sicuramente avrebbe più difficoltà a trovare studenti-clienti. 
Quindi il problema delle lezioni private impartite agli studenti delle nostre scuole è quello dell’evasione fiscale, infatti, la gran parte di questo mercato della trasmissione dei saperi a pagamento è svolto in nero.
Il prezzo di una lezione va nella maggior parte dei casi dai 10 ai 30 euro l’ora, con una differenza di onorario che si basa sull’esperienza dell’insegnante, infatti, se a dare ripetizioni è un semplice studente, il costo può scendere addirittura fino a cinque euro l’ora.
Nel mese di maggio alla fine del passato anno scolastico ha fatto scalpore un’interrogazione parlamentare del senatore Raffaele Lauro, riguardante il fatto che molti docenti impartivano di nascosto lezioni private a studenti nell’istituto in cui prestavano servizio e ai propri alunni. 
Pertanto sono molti i segnali che evidenziano un rinnovato controllo degli organi competenti verso le sopra esposte abitudini consolidate di evasione fiscale, che oggi per la loro repressione si tenta a coinvolgere anche genitori e studenti, invitati a segnalare i casi di questi insegnanti “irregolari”. 
Per quanto detto l’unica scelta per gli insegnanti che vogliono svolgere l’attività delle lezioni private è quella di aprirsi una posizione Inps, per avere una condizione fiscale regolare.

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