Home Attualità Il Presidente dell’LHC Committee è un italiano

Il Presidente dell’LHC Committee è un italiano

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Al Cern di Ginevra è partita la nuova campagna di presa dati che porterà informazioni importantisulla natura della materia oscura e sulla fisica oltre il modello standard. Tra i protagonisti di questa nuova avventura è presente anche un docente di Fisica dell’Università di Pisa, Francesco Forti (https://iononfaccioniente.wordpress.com/2015/06/05/ricercatore-pisano-fra-i-big-della-fisica-al-cern-sara-presidente-del-comitato-tecnico-di-lhc-see-more-at-httpwww-paginaq-it20150605ricercatore-pisano-fra-i-big-della-fisica-al-cern-sara-pr/), a capo dell’LHC Committee (Lhcc), il comitato di controllo e indirizzo del programma scientifico dell’intero progetto.

Il prof. Forti a tal proposito afferma: “Il mio ruolo è presiedere il comitato che ha il compito di esaminare tutti gli aspetti tecnico-scientifici delle attività degli esperimenti., Lhcc è formato da una quindicina di scienziati di livello internazionale, provenienti da tutte le regioni del globo, che si incontrano quattro volte all’anno al Cern: per la ricerca alla frontiera della conoscenza, come quella all’Lhc, il principio della revisione tra pari, in cui gli scienziati si controllano e si ‘fanno le bucce’ a vicenda, è l’unico meccanismo noto per garantire l’eccellenza della ricerca svolta “.

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Si ricorda che l’Lhc è l’acceleratore di particelle più grande e potente finora realizzato. Si tratta di un acceleratore di tipo circolare che può accelerare adroni (protoni e ioni pesanti) fino al 99,9999991% della velocità della luce e farli successivamente scontrare, con un’energia che a maggio 2015, dopo due anni di pausa tecnica, ha raggiunto, nel centro di massa, i 13 teraelettronvolt, molto vicina al limite teorico della macchina di 14 TEV; negli anni precedenti la macchina era stata utilizzata fino a 8 Tev. Simili livelli di energia non erano mai stati raggiunti in laboratorio.

È costruito all’interno di un tunnel sotterraneo lungo 27 km, a 100 m di profondità in media, situato al confine tra la Francia e la Svizzera, in una regione compresa tra l’aeroporto di Ginevra e i monti Giura.