Com’è noto da poco, il 17 febbraio, ha avuto inizio il mese sacro per i musulmani, il Ramadan. Come ogni anno sono arrivate puntuali polemiche relative alla scuola. Stavolta al centro dei riflettori ci sono un istituto di Genova e una circolare diffusa dalla dirigente scolastica.
Come riporta Adnkronos, la preside avrebbe inviato la circolare “Ramadan, accorgimenti”, con l’obiettivo di “garantire il benessere psicofisico delle studentesse e degli studenti e favorire un clima scolastico inclusivo”.
La circolare fornirebbe specifiche indicazioni sulla gestione della didattica in questo periodo. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Secolo XIX, il documento suggeriva di posticipare verifiche e interrogazioni dopo la prima settimana di digiuno per permettere agli studenti di adattarsi ai nuovi ritmi biologici, e di programmare tali prove preferibilmente nelle prime ore del mattino, quando la soglia di attenzione e le energie cognitive sono più elevate.
Veniva inoltre raccomandato di non fissare test valutativi in concomitanza con la veglia di preghiera del ventisettesimo giorno o per la festa di fine Ramadan. Infine, si invitavano i docenti di scienze motorie a valutare eventuali esoneri dalle lezioni pratiche.
Un gruppo di insegnanti avrebbe espresso forte preoccupazione per quella che è stata percepita come un’“intromissione della dirigente nell’organizzazione e nelle gestione delle lezioni”, segnalando formalmente la questione all’Ufficio Scolastico Regionale.
Il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Antimo Ponticiello, è intervenuto tempestivamente chiedendo chiarimenti diretti alla preside, che ha diffuso una nota ufficiale, diffusa dal quotidiano genovese, volta a smorzare i toni della polemica.
Nel comunicato si legge che “l’iniziativa, come assicurato dalla dirigente, intende promuovere un clima inclusivo, non si dettano misure prescrittive e generalizzate per il personale scolastico, ma “consigli” e “indicazioni” per tener conto delle specifiche esigenze dei ragazzi che osservano il digiuno”.
L’Ufficio Scolastico ha precisato che tali suggerimenti non intendono comprimere la libertà di insegnamento o danneggiare gli altri alunni, ma si inseriscono in una strategia di “personalizzazione dei percorsi e nella prevenzione della dispersione scolastica”.
Tre consiglieri regionali della Lega (Sara Foscolo, Sandro Garibaldi e Armando Biasi) hanno criticato duramente il provvedimento. Per i tre, la circolare rappresenta una “inaccettabile e pericolosa islamizzazione nelle nostre scuole. Non vogliamo arretrare sui nostri valori, non vogliamo calpestare la nostra identità, non vogliamo rinnegare le nostre tradizioni, non vogliamo che la scuola diventi un laboratorio di propaganda e di sottomissione all’Islam. Ci risiamo, ma non siamo in Marocco o Pakistan”.
Gli esponenti politici hanno chiesto al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara l’invio immediato di ispettori ministeriali.
La dirigente ha difeso la propria posizione sottolineando che si tratta di consigli nati dal buonsenso, finalizzati ad aiutare soprattutto i ragazzi dei corsi pomeridiani: “È una forma di rispetto per gli studenti musulmani che praticano il Ramadan. Mi sembra sensato agevolarli, piuttosto che farli stare a casa. Non ci trovo niente di strano, se poi ci sono alcuni insegnanti dei corsi del mattino che si scandalizzano per la mia lettera, io mi scandalizzo per altro e mi hanno capito. Ripeto, non è un’imposizione, ma un consiglio. Non ho altro da dire”.