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Il rientro a scuola dopo le vacanze estive ha creato stress a 7 docenti su 10

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La maggioranza invece, pari cioè a poco meno del 69%, in un modo o nell’altro, si è recata a scuola, il primo giorno dopo il rientro dalle vacanze estiva, con un certo palpitio al cuore. Ma dall’esame del dettaglio, abbiamo pure capito che di questo 69% di docenti, una buona parte di loro, il 22,5%, ha avuto ansia proprio mettendo il primo piede a scuola, nelle antiche, o nuove per i nuovi prof, stanze degli edifici scolastici. Difficile intendere per ciascuno le sensazioni, ma il dato reale è costituito dal fatto che già all’ingresso un tuffo al cuore afferra la sensibilità di una buona fetta di prof.

 “Il ritorno a casa”, direbbe Harold Pinter, non avviene mai senza un minimo di inquieta attesa.

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Meno numeroso, ma altrettanto significativo, il numero di coloro per i quali lo stress maggiore è costituito dal primo collegio dei docenti. Meno di 2 insegnanti su 10 (18,4%) sono stati colto da ansia a contatto coi colleghi, tutti i colleghi, che in generale si danno appuntamento, riunendosi dopo le vacanze estive, in assemblea, il primo settembre, per decidere e pianificare tutte le attività da proporre nel corso del prossimo anno.

Anche in questo caso non è difficile immaginare cosa si pensa e quali sono i motivi dello stress, all’interno dei quali con ogni probabilità primeggia la domanda: riuscirò a sopravvivere e uscire indenne anche quest’anno scolastico dalla neghittosità di certi alunni? Dalle fauci delle incombenze ministeriali? E non solo ministeriali, ma anche di quelle che la maggioranza dei colleghi deciderà? Ma pure: come mi accoglieranno i colleghi e alunni? Come saranno con me? Mi accetteranno ancora? E così via.

Circa 2 su 10  invece avvertono un certo nervosismo, sia entrando per la prima volta nell’aula, e in modo particolare se si tratta di una nuova classe, e sia al primo contatto col dirigente: rispettivamente il 13, 2% e il 14,4%.

E se comprensibile appare un certa inquietudine al primo ingresso in una nuova classe, al posto di un collega trasferito o di nuovissima formazione, un po’ meno decifrabile è il breve sudore che si appiccica alla fronte venendo a contatto col dirigente, a conclusione del meritato riposo estivo. Certamente se il dirigente è di prima nomina nella scuola, l’ansia appare del tutto giustificata, ma se già lo si conosce, maggiore sicurezza dovrebbe forse afferrare i prof.

Non bisognerebbe infatti mai dimenticare che, in ultima analisi, il preside, al di là del tavolo del suo ufficio, è stato anche lui un insegnante e quindi, se intelligente, dovrebbe sapere che la carretta si tira insieme, come faceva Madre Coraggio coi suoi figli. Pensare dunque che quella poltrona, al di là del tavolo, possa rappresentare il trono di pietra dei re sassoni non depone favorevolmente né per il dirigente né per il docente.

In ogni caso, e sfrontando tutte le considerazioni, anche la gran parte dei prof, come la gran parte degli alunni dopo le vacanze estive, avverte lo stress da rientro. E guai se non fosse così, anche perché queste umanissime “debolezze” ci avvicinano non solo agli alunni e alle loro piccole-grandi problematiche, ma anche ai colleghi e più ingenerale all’umanità intera.

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