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In arrivo gli ‘school tutor’ per prevenire episodi di violenza in prossimità delle scuole più a rischio

Gabriele Ferrante

Dopo i fatti di La Spezia, prevenzione e sicurezza sono le parole all’ordine del giorno in tutte le scuole italiane, in particolare nelle secondarie di secondo grado. Al di là dei metal detector di cui si parla tanto, ogni istituto sta cercando soluzioni ‘personalizzate’ per rispondere alle esigenze di tutela degli alunni, dei docenti e del personale.

Da Modena, come riporta Il Resto del Carlino, arriva la proposta di implementazione – con un investimento di ulteriori 60mila euro – del servizio di school tutoring, ovvero il piano di azioni messo a punto dall’assessorato alla Sicurezza urbana insieme al comando della Polizia locale e che ha preso il via a settembre scorso. Il piano prevede un presidio fisso e pattugliamenti mobili della Polizia locale nei dintorni degli istituti ritenuti più critici dal punto di vista della viabilità e della prevenzione del fenomeno del bullismo e della violenza giovanile, in collaborazione con le associazioni di volontariato.

Grazie a questo ulteriore finanziamento del Comune, otto operatori – i cosiddetti school tutor – sono stati formati e dal 26 gennaio prenderanno servizio posizionandosi davanti a quelli che sono stati ritenuti gli istituti scolastici più critici. Questo – continua il quotidiano bolognese – il piano operativo: gli school tutor saranno divisi in quattro pattuglie che dal lunedì al sabato, dalle 11.30 alle 14.30, presidieranno il Polo Leonardo, un’importante area scolastica che raggruppa diversi istituti superiori di Modena, ma anche altri Istituti considerati a rischio.

Coordinati dalla Polizia locale, che valuterà man mano eventuali modifiche a seconda delle esigenze e delle contingenze, gli operatori saranno riconoscibili da un giubbino fluorescente e avranno il compito di monitorare e intervenire direttamente nei casi meno gravi, oppure segnalare immediatamente alle forze dell’ordine eventuali situazioni più complesse e a rischio. Il comandante della polizia locale spiega che si tratta di soggetti che, come gli ’street tutor’ nell’area della movida, faranno un’attività di presenza in un’ottica preventiva, di mediazione dei conflitti, aumentando il presidio che già oggi la Polizia locale garantisce davanti alle scuole. Il loro compito è quello di intercettare eventuali momenti di tensione, conflitto e disagio e, quando possibile, smorzarli oppure attivare le forze dell’ordine.

Gli school tutor – ha tenuto a precisare il sindaco – sono persone certificate da organi di sicurezza, che fanno parte di agenzie e che vigileranno all’esterno delle scuole. Tuttavia, a questa azione di prevenzione se ne deve affiancare un’altra di carattere educativo, formativo e psicologico.

Il Polo Leonardo di Modena è stato, nel recente passato, teatro di violenza ad opera delle baby gang che attaccano gli studenti in ingresso o in uscita per derubarli. Sempre Il Resto del Carlino, infatti, aveva lanciato l’allarme criminalità: giovanissimi con tanto di coltello che non esitano a picchiare i loro coetanei per qualche spicciolo.

Al momento – ha dichiarato il primo cittadino alla Gazzetta di Modena – interveniamo in quei plessi scolastici che hanno una maggiore sensibilità o che hanno registrato maggiori episodi critici. Poi vediamo se sarà necessario dover estendere ulteriormente questo tipo di intervento. Non possiamo invece intervenire all’interno delle scuole, e credo anche che non sia giusto militarizzarle.

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