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01.09.2025

In Francia, l’Educazione alla vita affettiva, relazionale e alla sessualità diventa una disciplina obbligatoria, dalla materna al liceo

Gabriele Ferrante

Ha già un nome, Evars, acronimo che sta per Éducation à la Vie Affective et Relationnelle et à la Sexualité e a partire da quest’anno scolastico sarà, in Francia, una materia (quasi) come tutte le altre, dalla scuola materna al liceo. ‘Quasi’, perché si tratterà di tre lezioni all’anno di due ore ciascuna in cui alcuni docenti già opportunamente formati in questi primi sei mesi del 2025 saranno chiamati all’arduo compito di far passare, sin dalla più tenera infanzia, concetti come il rispetto dell’intimità del proprio e dell’altrui corpo, le discriminazioni di genere, l’importanza del consenso in ogni momento della relazione e tantissimo altro ancora che vedremo meglio in seguito. Compito arduo, dicevamo. Eh sì, perché non è stato facile per il Governo attuare concretamente una legge che già esisteva dal 2001 ma che non era mai stata capillarmente realizzata : secondo un Rapporto ministeriale del 2021, infatti, meno del 15% degli alunni ne ha a tutt’oggi beneficiato. Del resto, come riportato dal quotidiano Le Monde, l’opposizione dei partiti di estrema destra e di alcuni ambienti conservatori anche all’interno della Chiesa cattolica che ritengono ideologico questo programma, è stata a lungo un freno allo sviluppo e alla piena applicazione della legge del 2001.

Ma adesso si parte. Naturalmente i programmi sono adattati in base all’età degli studenti: per i bambini della materna e delle elementari, il percorso sarà basato sull’educazione alla vita affettiva e relazionale e organizzato su tre assi principali: conoscersi, vivere e crescere con il proprio corpo, incontrare gli altri e costruire relazioni positive, trovare liberamente e responsabilmente un posto adeguato nella società. I bambini saranno così guidati a sviluppare il rispetto dell’intimità e dei diritti di ogni persona e avviati alla comprensione delle varie discriminazioni di genere. Ciò porrà le basi di una cittadinanza consapevole. Per i più piccoli, il nome della materia non avrà la ‘s’ finale, nel senso che non si parlerà di sessualità.

Quest’ultima tematica sarà invece presa in considerazione a partire dalla scuola media e sviluppata ulteriormente nella secondaria di secondo grado: alle ragazze e ai ragazzi più grandi saranno fornite informazioni inerenti la prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili e di gravidanze indesiderate, di rapporti potenzialmente tossici e violenti e così via, sempre in un’ottica di crescita e di assunzione di responsabilità consapevole, di conoscenza e rispetto dei diritti, propri e altrui.

Come si legge nella brochure ministeriale di presentazione della nuova materia, la finalità è quella di associare tre campi di conoscenze: biologico, psico-emozionale e giuridico-sociale. L’Evars – scrive il ministero – si iscrive nella politica educativa, sociale e sanitaria a favore degli alunni e mira a sviluppare quelle buone pratiche che garantiscono salute e benessere psicofisico.

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