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Inclusione e disabilità: le sfide più urgenti per l’integrazione scolastica

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Di loro spesso ce se ne dimentica, anche se il nostro Paese può vantare una normativa sulla disabilità tra le più avanzate sotto diversi punti di vista, dall’accessibilità all’inclusione scolastica e lavorativa.

In occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre, dedicata quest’anno alla tecnologia come strumento per favorire l’inclusione delle persone disabili, il Centro Studi Erickson ha ricostruito – in un poster scaricabile qui (http://bit.ly/inclusionescolastica) – alcune tappe fondamentali dell’integrazione degli alunni con disabilità, cercando di contestualizzare l’evoluzione normativa all’interno del dibattito sociale, culturale e pedagogico.

Dal cinema, ai libri fino ai principali “attori” che hanno animato e caratterizzato il percorso dell’integrazione scolastica, emerge chiaramente che i risultati finora raggiunti sono frutto di un processo collettivo, dove i protagonisti non sono solo i legislatori, ma anche pedagogisti, insegnanti, psichiatri, educatori, genitori e studenti.

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Le piena inclusione nella società delle persone disabili in tutte le sfere delle vita quotidiana, dalla scuola al lavoro fino ai servizi, è una sfida che può essere vinta solo grazie al contributo di tutti e alla partecipazione responsabile al percorso di integrazione.

La disabilità non è un peso, ma una risorsa di civiltà e di apprendimento per tutti. Il progetto di vita di una persona disabile, infatti, coinvolge non solo la persona, ma anche la famiglia, i servizi, la scuola, la comunità locale e la società in generale. È un’azione collettiva che, grazie al protagonismo diffuso, mira a dare potere alla persona disabile che diventa protagonista attiva del proprio percorso di vita, consapevole delle proprie risorse e di quelle dell’ambiente circostante. Guardando a un futuro non troppo lontano – nel 2020 le persone disabili saranno 4,8 milioni – abbiamo chiesto Andrea Canevaro, Carlo Scataglini e Dario Ianes, tra i massimi esperti di pedagogia speciale, didattica inclusiva e facilitata in Italia, quale sia la sfida più urgente da affrontare per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Incisivo Andrea Canevaro, professore di pedagogia speciale, per cui «la sfida è estendere il sostegno rendendolo evolutivo. E non fissato una volta per tutte in una forma individuale. Perché se la scuola e i servizi accolgono “gli ultimi”, incrementano competenze di e per tutti”.

Sottolinea l’importanza strategica della formazione, invece, l’insegnante Carlo Scataglini per cui è necessario sviluppare e realizzare «un’opera di formazione efficace e generalizzata, rivolta ai dirigenti scolastici e ai docenti curricolari e di sostegno, di tutte le nostre scuole di ogni ordine grado. Una formazione che, data l’enorme varietà di situazioni di disabilità o di difficoltà scolastica in genere, sia rivolta in particolare agli aspetti operativi e didattici». Inoltre, continua il docente, «le strategie operative di inclusione devono essere diffuse nella comune didattica in modo da non lasciare indietro nessuno e non escludere alcun alunno dalle attività comuni».

Infine, secondo Dario Ianes, co-fondatore delle Edizioni Centro Studi Erickson, è fondamentale “non accettare come inevitabile un degrado strisciante della qualità dei processi di integrazione, un progressivo, lento, diffondersi di pratiche di delega al solo insegnante di sostegno, di nuove forme di esclusione». E aggiunge «Per questo occorre avere il coraggio di rigenerare radicalmente alcune strutture fondamentali dell’integrazione scolastica, perché nella pratica di oggi non tradisca gli ideali e i valori di quarant’anni fa e perché costruisca le basi virtuose di una scuola davvero inclusiva per il 100% degli alunni con l’infinita varietà delle loro differenze”.

 

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