Ci sono anche oltre 200mila insegnanti, amministrativi, tecnici e ausiliari della scuola tra i 2,8 di beneficiari di almeno una giornata di Naspi nel 2025: il dato è contenuto nel XXV Rapporto annuale dell’Inps presentato il 9 luglio a Roma. Si tratta di personale scolastico, in larga prevalenza insegnanti di sostegno con supplenza fino al 30 giugno, che nel corso dello scorso anno solare si sono trovati in uno stato disoccupazione involontaria (a seguito della scadenza di contratto), requisito richiesto per accedere al beneficio dall’Istituto di previdenza assieme a dei periodi precedenti lavorativi (almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’avvio del periodo di disoccupazione).
La Naspi – la cui domanda va presentata per via telematica entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro subordinato – viene corrisposta mensilmente per una durata pari alla metà delle settimane di contributi versati negli ultimi quattro anni, per un massimo di 24 mesi: la somma assegnata al dipendente in stato di disoccupazione è in media pari al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni e si riduce in modo progressivo con il passare del tempo.
Nel rapporto annuale, l’Inps ha rilevato che “dall’analisi della distribuzione mensile dei beneficiari di Naspi, la dinamica complessiva della misura risulta caratterizzata dalla sovrapposizione di due fenomeni: una dinamica strutturalmente crescente nel periodo post-pandemico, in linea con l’andamento dell’occupazione, e una componente ciclica intra-annuale, che riflette i meccanismi propri del mercato del lavoro, fortemente influenzati dagli ingressi in Naspi nel mese di luglio dei precari della scuola e a settembre-ottobre dei lavoratori del settore turistico”.
Inoltre, “al netto delle oscillazioni legate alla stagionalità, l’analisi della linea di tendenza della serie dei beneficiari mensili di Naspi, nell’ultimo quadriennio evidenzia un progressivo incremento del numero di beneficiari”.
Di contro, si conferma “la riduzione dei trattamenti riferiti ai lavoratori domestici (-5,6%), in linea con il calo già registrato nel 2024 (-5,8%) e coerente con la contrazione osservata nel settore”.
In generale, la componente prevalente continua a essere rappresentata dai lavoratori a termine, cui è riferibile la quota maggioritaria delle giornate complessivamente erogate.
Inoltre, continua a crescere nel 2025 la spesa relativa alla Naspi (inclusi gli oneri per contributi figurativi), che passa da 16.983 a 17.934 milioni di euro (+5,6%). L’incremento è riconducibile sia all’aumento del numero di beneficiari sia alla crescita degli importi medi erogati.
Anche la spesa media per giornata indennizzata, pari a 47 euro nel 2024, registra di conseguenza un aumento del 5,9%, attestandosi a 49 euro nel 2025.
In linea con questa tendenza, anche l’onere medio annuo per lavoratore cresce, passando da 5.993 euro nel 2024 a 6.304 euro nel 2025 (+5,2%).